La replica dell'azienda

Mondello, l’Italo Belga non si arrende: “Andremo in appello”

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Mondello, l’Italo Belga non si arrende: “Andremo in appello”

La società Mondello Immobiliare Italo-Belga ha annunciato l’intenzione di impugnare davanti al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana la sentenza del Tar di Palermo che ha confermato la decadenza della concessione della spiaggia di Mondello. In una nota diffusa il 2 novembre, la società ribadisce di essere convinta della fondatezza delle proprie ragioni e annuncia che, dopo l’esame della pronuncia con i propri legali, definirà i motivi dell’impugnazione e le ulteriori iniziative a tutela dell’azienda.

“Restiamo convinti della fondatezza delle nostre ragioni e intendiamo farle valere in appello”, afferma la società nella nota. “L’esame della sentenza con i nostri legali consentirà di definire i motivi dell’impugnazione e le ulteriori iniziative a tutela dell’azienda”. Secondo l’azienda, la vicenda riguarda anche la possibilità che le proprie posizioni siano conosciute e valutate sulla base degli atti, e sostiene che diversi elementi noti alle parti non sarebbero stati presi in considerazione, mentre le contestazioni non le sarebbero mai state notificate nel corso dell’esecuzione delle presunte irregolarità, ma solo sulla base di elementi cartacei anticipati dalla stessa società.

Nel merito, il giudizio riguardava la mancata richiesta all’Amministrazione regionale delle autorizzazioni previste dall’articolo 45-bis del Codice della navigazione per l’affidamento a terzi di alcuni servizi. Secondo la ricostruzione fornita dalla società, quei servizi sarebbero stati sempre noti all’Amministrazione, a cui erano stati regolarmente comunicati negli anni, e la decadenza, la misura più severa prevista dall’ordinamento, risulterebbe sproporzionata rispetto a quanto contestato. Il Tar, in ogni caso, ha compensato integralmente le spese di lite, riconoscendo la peculiarità e la complessità della vicenda.

L’azienda sostiene inoltre di aver scelto, anche nelle fasi più delicate, una linea di rispetto istituzionale, evitando di alimentare polemiche o contrapposizioni mediatiche, pur segnalando quelle che definisce continue provocazioni, portate avanti – a suo dire – con iniziative e campagne mirate, nelle quali sarebbero state diffuse informazioni non corrispondenti al vero e senza rispetto per le parti coinvolte.

Sul fronte della trasparenza, la società ribadisce di non essere mai stata destinataria di alcuna interdittiva antimafia. Sottolinea di aver interrotto anzitempo il rapporto con un’impresa, successivamente raggiunta da un provvedimento prefettizio, di aver adottato il Modello organizzativo 231 e il Codice etico, e di collaborare concretamente con la Prefettura di Palermo: elementi che, a suo giudizio, dimostrerebbero la propria estraneità ai condizionamenti che altri continuano ad attribuirle, oltre al fatto di non aver mai consentito a terzi di sostituirsi nella gestione della concessione.

Al centro delle preoccupazioni dell’azienda restano ora le ricadute della vicenda sulle prospettive della società e sui lavoratori, che – assicura la nota – saranno informati direttamente sui prossimi passaggi e sulle loro conseguenze concrete.

“Il nostro primo pensiero va ai dipendenti e alle loro famiglie”, dichiara il presidente Antonio Gristina. “Sappiamo quanto pesi questa incertezza. Li informeremo direttamente, passo dopo passo, sugli sviluppi e sulle loro conseguenze concrete. Difendere la società significa difendere il loro lavoro e le loro professionalità ed è con questo impegno che affronteremo il secondo grado di giudizio”.

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