Ha fatto nascere suo figlio in casa, con il telefono in mano e la voce del medico del 118 a dettargli ogni gesto. È successo oggi in un’abitazione di campagna a Cefalù, dove un uomo ha aiutato la moglie a partorire il secondogenito prima che arrivassero i soccorsi.
Tutto è cominciato con una chiamata alla centrale del 118. L’uomo ha avvisato che la moglie, 31 anni e al nono mese di gravidanza, aveva iniziato il travaglio. Un’ambulanza con medici e infermieri si era già messa in strada verso la casa.
Il parto non poteva aspettare
Mentre parlava con l’uomo, prima l’infermiere e poi il medico della centrale hanno capito che i minuti a disposizione erano pochissimi: il bambino stava per nascere e il mezzo di soccorso non sarebbe arrivato in tempo. A quel punto il medico è rimasto in linea e ha spiegato al marito tutto ciò che serviva per far venire al mondo il piccolo in sicurezza.
Le indicazioni sono state seguite alla lettera. Un aiuto decisivo è arrivato dal servizio 112, che ha messo a disposizione in tempo reale un traduttore, così la comunicazione tra il padre e il medico non ha avuto intoppi.
Madre e neonato stanno bene
Quando il medico e l’infermiere sono entrati nell’abitazione, il bambino era già nato. La mamma stava bene e il piccolo era adagiato sul suo ventre, con il cordone ombelicale ancora attaccato.
I due sanitari hanno assistito la donna e il neonato, accompagnati in seguito all’ospedale Giglio di Cefalù, dove sono stati ricoverati per i controlli.
Una nascita arrivata prima dei soccorsi, con una linea telefonica come unico ponte verso la sanità: la voce del medico e un traduttore collegato in diretta hanno trasformato una chiamata d’emergenza in un lieto fine.

