Traffico di droga tra Campania e Palermo, 23 condanne I NOMI

lettura in 5 minuti

Ventitré condanne per un totale che supera di poco i 150 anni di carcere. Si è chiuso così, davanti al gup Marta Maria Bossi, il processo con rito abbreviato sul traffico di droga che univa la Campania ai quartieri palermitani di Brancaccio, Sperone e Bonagia. A dare notizia della sentenza è stato il Giornale di Sicilia. Gli imputati rispondevano di traffico e spaccio di stupefacenti.

Le condanne, da 16 anni e 8 mesi a un anno e 4 mesi

La pena più severa, 16 anni e 8 mesi, è stata decisa per Salvatore Gnoffo. Dietro di lui c’è Gioacchino Di Maggio con 15 anni e 4 mesi, poi Michele Arena con 14 anni e 8 mesi e Vincenzo Bellomonte con 13 anni e 8 mesi. Per questi quattro imputati il giudice ha stabilito anche tre anni di libertà vigilata.

Scendendo nella scala delle pene, sei anni e otto mesi sono stati inflitti a Giuseppe Rocco e sei anni e quattro mesi ad Agostino Sansone. Sei anni e due mesi ciascuno per Ivan Rino Bonaccorso, Giuseppe Bronte e Pietro Mira, mentre sei anni esatti sono toccati a Vittorio Di Maio, Castrese Fruttaldo, Pasquale Fruttaldo e Alessandro Scelta.

Quattro anni a testa per otto imputati: Giovanni Bagnasco, Salvatore Castigliola, Ignazio Cottone, Giuseppe Di Cara, Girolamo Federico, Salvatore Norman Federico, Ignazio Randazzo e Vincenzo Ruffano. Ivan Oneto è stato l’unico a ottenere le attenuanti generiche e la sua pena si è fermata a due anni e otto mesi. La condanna più lieve, un anno e quattro mesi, riguarda Maria Salierno, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel casellario giudiziale.

La sentenza prevede inoltre multe fino a 40 mila euro per diversi imputati. Per tutti, a eccezione di Salierno, sono scattati anche tre anni di divieto di espatrio e la sospensione della patente.

Auto a noleggio e corrieri, la rotta della droga dalla Campania

Secondo l’inchiesta, il sistema poggiava su viaggi organizzati con auto prese a noleggio da un’agenzia fuori dalla Sicilia, oltre lo Stretto. I corrieri raggiungevano i luoghi concordati e portavano nell’Isola hashish, marijuana e cocaina. I rifornimenti non servivano soltanto le piazze di spaccio del capoluogo: arrivavano anche nelle province di Catania e Trapani.

Per la Procura, i condannati potevano contare su interlocutori vicini anche alla camorra. Tra questi c’era Ivan Rino Bonaccorso, grossista napoletano che avrebbe trattato i carichi con Gnoffo, Di Maggio, Bellomonte e Arena, cioè i quattro che hanno incassato le pene più pesanti.

Gli agenti della Squadra mobile seguirono i corrieri e riuscirono a intercettare alcune spedizioni, una a Palermo, in via Ernesto Basile, e un’altra a Catania. Quei sequestri misero in difficoltà la rete di trafficanti palermitani, che aveva stabilito contatti diretti con i fornitori campani.

Il blitz di dicembre e i quattro filoni dell’operazione

Il processo nasce dall’inchiesta che portò al blitz dello scorso dicembre. La sentenza riguarda uno solo dei quattro filoni dell’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta da Squadra mobile, Sco, Sisco e commissariato Brancaccio. Allora i provvedimenti colpirono 50 indagati: 19 custodie cautelari in carcere, sei arresti domiciliari e 25 fermi.

Un altro troncone dell’indagine aveva toccato il mandamento mafioso della Noce, con le famiglie di Cruillas, Malaspina e Altarello. Qui gli investigatori avevano accertato la ripresa delle estorsioni e individuato sei richieste di pizzo ai commercianti. Nella stessa operazione era emersa anche l’organizzazione accusata di gestire le piazze di spaccio tra Brancaccio, Sperone e Bonagia, dentro uno scenario più ampio che comprendeva la riorganizzazione delle cosche, il racket e diversi canali di distribuzione degli stupefacenti.

Due anni di indagini e il sequestro di Resuttano

Il collegamento tra Palermo e la Campania era stato ricostruito in oltre due anni di lavoro, tra intercettazioni, osservazioni e pedinamenti. Un passaggio chiave risale a marzo 2023, quando la polizia intercettò, all’altezza di Resuttano, nel Nisseno, una Citroën C3 con a bordo Bonaccorso e Ruffano e una Panda guidata da Sansone.

Gli agenti seguirono le due vetture fino a Palermo, dove negli sportelli della Panda furono trovati circa 24 chili e mezzo di hashish. L’obiettivo degli investigatori era colpire non solo chi vendeva al dettaglio, ma soprattutto chi garantiva l’arrivo in città di grandi quantitativi di droga. Nel complesso furono sequestrati due quintali e mezzo di hashish e quattro chili di cocaina.

Iscriviti al canale Facebook per le notizie in tempo reale e metti Mi Piace sulla pagina Facebook
Diretta Sicilia
Follow:
Redazione centrale di Diretta Sicilia. Il team di giornalisti e collaboratori che ogni giorno racconta la Sicilia in tempo reale: cronaca, politica, economia, sport e cultura dalle nove province dell'isola.