Criticità negli inquadramenti e nelle mansioni svolte, nelle variazioni di orario, nei frequenti trasferimenti. Sono alcune delle numerose segnalazioni dei dipendenti dei supermercati Paghi Poco del gruppo Rocchetta raccolte dalla Uiltucs Sicilia, che ha portato al Centro per l’impiego di Palermo il confronto sulle condizioni di lavoro nella catena che interessa oltre 80 punti vendita nell’Isola e un organico tra i 900 e mille dipendenti.
Presenti al tavolo per la Uiltucs il segretario regionale Gianpiero Principe e il funzionario Fabio Scelta, mentre per l’azienda hanno partecipato il direttore del personale, Alexander Mantegna e il consulente Dott Vincenzo Barbaro.
La Uiltucs Sicilia ha illustrato le problematiche già oggetto di precedenti richieste di intervento, a partire dagli inquadramenti professionali, che in alcune situazioni segnalate non rispecchierebbero le mansioni effettivamente svolte e le responsabilità assunte, con possibili conseguenze sul trattamento retributivo e previdenziale. Sono state inoltre rappresentate criticità relative all’organizzazione dei turni, alle variazioni degli orari, al riconoscimento delle prestazioni lavorative, alla gestione di ferie e permessi, alla sicurezza nei luoghi di lavoro e ai frequenti spostamenti del personale tra differenti supermercati. Su quest’ultimo aspetto, l’attenzione si è concentrata anche sull’eventuale mancata corresponsione di indennità, maggiorazioni e altri trattamenti economici previsti dalla disciplina contrattuale applicabile.
Il sindacato ha preso atto della disponibilità manifestata dai rappresentanti aziendali a proseguire il confronto, ribadendo tuttavia la necessità che tale apertura si traduca in verifiche e interventi concreti. Ida Saja, segretaria generale della Uiltucs Sicilia, così ha commentato l’incontro: “Non è accettabile che il riconoscimento delle mansioni, delle responsabilità o dei trattamenti economici eventualmente dovuti debba dipendere dall’iniziativa del singolo lavoratore. Le esigenze organizzative dell’impresa non possono prevalere sulle garanzie contrattuali, né la flessibilità può tradursi in sacrifici sostenuti esclusivamente dal personale. Un’azienda strutturata deve assicurare regole chiare e condizioni di lavoro corrette in tutta la propria organizzazione. Non basta avere un’occupazione per vivere dignitosamente. Occorre che il lavoro sia retribuito correttamente. La necessità di conservare un posto di lavoro non può costringere nessuno a rinunciare ai propri diritti. Ci aspettiamo verifiche puntuali, soluzioni effettive e, laddove emergano difformità contrattuali, il loro superamento con il riconoscimento di quanto dovuto”.
