Tir fermi in Sicilia fino al 20 ottobre per il caro carburanti

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I camion restano fermi nei piazzali e le navi cariche di prodotti ortofrutticoli e alimentari destinati ai supermercati non vengono scaricate. In Sicilia la serrata dei tir scatta a mezzanotte e durerà fino al 20 ottobre: nessun blocco sulle strade, solo mezzi che non si muovono.

Un fermo silenzioso, senza picchetti

La protesta non passa dai presìdi né dalle strade occupate. I tir rimangono parcheggiati nei rispettivi piazzali e il carico delle navi resta a bordo. L’annuncio arriva da Salvatore Bella, rappresentante del Comitato trasporto siciliano.

Il motivo è nei costi: i trasportatori denunciano l’aumento dei prezzi dei carburanti. In un’isola, dove una larga parte delle merci arriva via mare, i camion sono l’anello che porta i prodotti dalle banchine dei porti fino agli scaffali.

“Non ci sentiamo più rappresentati”

Bella spiega perché sia nato un comitato tutto siciliano: “Abbiamo costituito il Comitato trasporto siciliano perché non ci sentiamo più rappresentati dalle organizzazioni sindacali nazionali, colpevoli di aver smesso di fare i nostri interessi”.

Subito dopo, l’allarme sulle ricadute per i cittadini: “Dobbiamo fermare l’effetto domino che si va a innescare: l’impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime che trasportiamo finiscono per abbattersi direttamente sull’utente finale, ovvero il cittadino”.

Il Sud in affanno, da Calabria a Puglia

Il fermo siciliano si innesta su un clima teso in tutto il Mezzogiorno. La crisi dei rifornimenti di carburante ha riacceso lo scontro politico a Palazzo Madama, sede del Senato. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di un Sud che “si sta bloccando”: in Calabria le proteste di agricoltori e autotrasportatori si sono estese, mentre in Basilicata, Sicilia e Puglia si formano code interminabili ai distributori, con le scorte in esaurimento.

Alla carenza di carburante, osserva Schlein, si sommano prezzi insostenibili per imprese e famiglie. Da qui la richiesta di “interventi immediati” e la domanda rivolta all’esecutivo: “cosa aspettano ad attivare le accise mobili e a tassare gli extraprofitti delle società energetiche?”. Le accise mobili sono il meccanismo che destina il maggior gettito Iva generato dai rincari a un taglio delle accise sui carburanti, mentre gli extraprofitti sono i guadagni straordinari dei gruppi energetici.

Sulla stessa linea il presidente dei senatori dem Francesco Boccia, secondo cui nel Mezzogiorno “divampa” la protesta: in Puglia, afferma, centinaia di trattori stanno bloccando le principali arterie stradali. Boccia parla di “un governo di irresponsabili che rischia di creare una frattura sociale ancora più netta tra Nord e Sud” e lo accusa di non aver nemmeno risposto alle richieste di incontro di autotrasportatori e agricoltori.

La replica della maggioranza in Aula

Dai banchi della maggioranza risponde Adriano Paroli, vice capogruppo di Forza Italia al Senato, intervenuto durante le dichiarazioni di voto sul decreto carburanti. Paroli lo descrive come un provvedimento nato da “un’emergenza”, ma inserito in una strategia più ampia: interventi immediati sul prezzo dei carburanti e misure strutturali per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità produttiva nazionale.

Il senatore ammette i limiti del testo: “Avremmo voluto un impatto ancora più significativo, ma dobbiamo fare i conti con le risorse disponibili e con ciò che è concretamente possibile realizzare”. L’accelerazione dei procedimenti energetici, spiega, guarda al medio periodo e punta a evitare ritardi che potrebbero compromettere la resilienza del sistema.

Poi la stoccata a chi critica il decreto: da quei banchi, sostiene Paroli, non sono arrivate proposte alternative concrete, ma posizioni che rischiano di rallentare la strategia. In un contesto internazionale instabile, conclude, continuità, sicurezza e rapidità nelle decisioni strategiche sono essenziali per tutelare l’interesse nazionale.

Il tavolo a Porta Pia il 27 ottobre

Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato le rappresentanze dell’autotrasporto per martedì 27 ottobre alle 16, nella sede centrale del dicastero a Porta Pia, a Roma. Alla riunione, precisa una nota del Mit, saranno invitati anche rappresentanti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tra la fine annunciata della serrata e l’incontro a Roma passa una settimana, mentre la crisi dei carburanti continua a dividere il Parlamento e a mettere sotto pressione il Mezzogiorno.

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