Basta proclami, ora si passa ai fatti. Gli autotrasportatori siciliani hanno deciso di alzare la voce contro il caro gasolio e annunciano il blocco del trasporto intermodale in tutti i porti dell’isola, dopo mesi di promesse rimaste sulla carta da parte delle istituzioni.
A dare l’allarme è Salvatore Bella, coordinatore del comitato trasportatori siciliani, che parla apertamente di pazienza esaurita da parte di una categoria già messa a dura prova dai continui rincari del carburante.
Un ultimatum di 15 giorni alle istituzioni
Il comitato ha già formalizzato la richiesta di un confronto diretto sia con l’assessore regionale Aricò sia con il vice ministro Rixi. Se entro 15 giorni non arriverà alcuna risposta concreta, il comitato si riunirà per fissare la data esatta della mobilitazione, che colpirebbe il trasporto intermodale in tutti gli scali portuali siciliani.
“Di certo non rimarremo inermi di fronte a questa mancanza di serietà e di rispetto nei confronti di una categoria già molto provata”, ha dichiarato Bella, sottolineando come l’attesa fin qui rispettata sia stata dettata unicamente da senso di responsabilità verso le istituzioni.
Le promesse disattese di Palermo e Roma
Sul fronte regionale, il comitato punta il dito contro l’assessorato guidato da Aricò, che si sarebbe impegnato a emanare il decreto necessario per attivare le domande di contributo contro il caro gasolio, senza però dare seguito concreto all’impegno preso nell’incontro dello scorso aprile.
Non va meglio sul fronte nazionale: il governo avrebbe dovuto liquidare entro luglio la prima annualità del cosiddetto “marebonus”, l’incentivo Sea Modal Shift pensato per sostenere il trasporto marittimo delle merci in alternativa alla strada. A oggi, secondo il comitato, nessuna impresa avrebbe ricevuto un euro.
Il rischio di un taglio ai fondi già stanziati
A complicare ulteriormente il quadro sarebbero le indiscrezioni su una possibile riduzione delle risorse già destinate alla seconda annualità del Sea Modal Shift, una prospettiva che il comitato definisce ancora più preoccupante rispetto ai ritardi già accumulati.
Il trasporto intermodale nei porti siciliani rappresenta un tassello strategico per la logistica dell’isola, collegando la rete stradale a quella marittima verso il resto del Paese: un eventuale blocco rischierebbe quindi di avere ripercussioni ben oltre la sola categoria degli autotrasportatori, coinvolgendo l’intera catena di approvvigionamento regionale.
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