Tir fermi, pompe a secco e porti in tilt: la Sicilia si blocca

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Dalla mezzanotte di oggi, venerdì 16 ottobre 2026, la Sicilia sta pagando i primi effetti dello sciopero dei mezzi pesanti: porti congestionati, strade statali rallentate e automobilisti in coda davanti ai distributori.

La protesta, proclamata dal Comitato autotrasportatori siciliani contro il caro carburanti, durerà cinque giorni. Fin dalle prime ore ha stretto in una morsa i punti nevralgici dell’isola e ha trasformato il venerdì in una giornata nera per automobilisti e pendolari.

Porti sotto pressione a Palermo, Messina e Catania

I primi blocchi si registrano negli scali marittimi. I tir aderenti allo sciopero hanno spento i motori e sono rimasti fermi in massa nei piazzali interni e nelle aree di sosta accanto ai porti.

Senza il ritiro e lo scarico dei semirimorchi carichi di merci arrivati con le navi, a Palermo, Messina e Catania si sono formati forti rallentamenti e congestioni. I disagi si riversano subito sul traffico cittadino in uscita dai varchi d’imbarco.

Da Gela a Catania, i presidi lungo le strade

Il punto più caldo è Gela, in provincia di Caltanissetta. All’ingresso della città, sulla grande rotonda, è nato un maxi-presidio congiunto: decine di tir e camion si sono uniti ai trattori degli agricoltori.

I mezzi pesanti, fermi lungo le corsie, restringono di fatto la carreggiata e provocano chilometri di coda. Ne risentono l’accesso al centro abitato e il transito verso le arterie vicine.

Anche a Catania la circolazione è in difficoltà, nonostante le imprese di Confindustria Catania non abbiano aderito. Sono i trasportatori autonomi a causare forti rallentamenti nei pressi dei nodi logistici della Tangenziale e nell’area dei passaggi a livello della zona industriale, dove i camion in sosta penalizzano chi ogni giorno raggiunge il posto di lavoro.

Distributori presi d’assalto: scatta la corsa al pieno

A mandare in tilt la viabilità urbana non sono soltanto i presidi dei camionisti. Pesa anche il timore degli automobilisti di restare a secco.

Nel Siracusano, e in particolare a Rosolini, le stazioni di servizio sono state prese d’assalto dalle ultime ore di ieri. Le auto si dispongono in doppia e tripla fila lungo le strade principali e bloccano incroci e vie d’accesso.

In molti distributori benzina e diesel sono finiti in fretta, rendendo inutili i rifornimenti arrivati in mattinata, e diverse pompe hanno esposto il cartello «esaurito». Il timore diffuso è che scene simili possano estendersi a Palermo e Catania già nelle prossime ore.

Forze dell’ordine in allerta sulle autostrade

La Polizia Stradale e le altre forze dell’ordine monitorano di continuo i principali svincoli autostradali, in particolare sulla A19 Palermo-Catania e sulla A20 Messina-Palermo. L’obiettivo è impedire che i presidi spontanei diventino blocchi totali, capaci di isolare le province interne.

Si raccomanda la massima prudenza: meglio mettersi in viaggio solo se strettamente necessario, perché in tutta la regione i tempi di percorrenza sono raddoppiati.

Frantoi paralizzati e filiere in difficoltà

Lo stop ai trasporti colpisce anche l’economia reale e le filiere agroalimentari, proprio nel momento clou delle raccolte stagionali. Il mancato ritiro delle merci pesa già sulla produzione di olio extravergine d’oliva.

Diversi frantoi della fascia costiera e dell’entroterra rischiano di fermare subito la molitura, perché non riescono a smaltire e conferire agli impianti di destinazione la sansa, il sottoprodotto della lavorazione. Con i depositi saturi e i camion bloccati, le aziende sono costrette a interrompere l’attività.

Il quadro può peggiorare nel fine settimana, quando la raccolta delle olive da parte di piccoli produttori e famiglie entra nel vivo. Forti preoccupazioni riguardano anche la filiera del grano, con i centri di stoccaggio a rischio di isolamento logistico.

Le prossime ore diranno se i disagi, per ora concentrati tra porti, statali e distributori, si allargheranno alle grandi aree urbane di Palermo e Catania, come temuto da più parti.

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