Un pieno da cinquanta litri di gasolio può costare 2,44 euro in più da oggi in poi. È l’effetto concreto della scadenza dello sconto fiscale sul diesel, che si esaurisce il 7 novembre 2026 senza che sia stata pubblicata alcuna proroga. Dall’8 novembre, salvo un intervento dell’ultimo minuto, l’accisa torna al livello ordinario.
Perché la riduzione finisce proprio oggi
Il beneficio era stato introdotto con un decreto interministeriale datato 27 ottobre, pubblicato lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 28 ottobre. Il provvedimento fissava l’accisa sul gasolio a 632,90 euro per mille litri, quaranta euro in meno rispetto ai 672,90 euro previsti dall’aliquota ordinaria.
Interventi di questo tipo non sono una novità nel panorama fiscale italiano: tagli temporanei alle accise sui carburanti erano già stati utilizzati, ad esempio, nella fase più acuta della crisi energetica del 2022, quando i rincari di gas e petrolio avevano spinto i prezzi alla pompa su livelli record.
Senza un testo che ne prolunghi la validità, la differenza si azzera con la mezzanotte del 7 novembre. Non significa, però, che ogni distributore cambierà il cartello del prezzo nello stesso istante e della stessa cifra: il trasferimento dell’aumento sui listini resta una scelta dei singoli gestori.
Quattro centesimi che, con l’Iva, ne valgono quasi cinque
La riduzione dell’accisa vale quattro centesimi al litro al netto delle imposte. Ma la componente fiscale che si abbassa è anche la base su cui si calcola l’Iva al 22%, quindi l’effetto reale sul prezzo pagato alla pompa sale a 4,88 centesimi, comunemente arrotondati a 4,9.
Tradotto in spesa, con un trasferimento integrale della variazione fiscale, il conto aggiuntivo per un pieno dipende dai litri acquistati:
- 30 litri: 1,46 euro in più
- 40 litri: 1,95 euro in più
- 50 litri: 2,44 euro in più
- 60 litri: 2,93 euro in più
Basta moltiplicare i litri acquistati per 0,0488 euro per ottenere la cifra esatta.
Quanto costa il diesel nel giorno della scadenza
Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ripresi dall’agenzia 9Colonne, il 7 novembre il gasolio self-service costa in media 2,224 euro al litro sulla rete stradale e 2,277 euro in autostrada. La benzina, nelle stesse modalità di rifornimento, si ferma rispettivamente a 2,001 e 2,029 euro: il diesel resta quindi il carburante più caro in entrambe le reti.
Con queste medie, un pieno da 50 litri costa oggi 111,20 euro sulla rete stradale e 113,85 euro in autostrada: una differenza di 2,65 euro, già superiore ai 2,44 euro legati allo sconto fiscale sullo stesso volume.
Il conto che gli automobilisti faranno nei prossimi giorni dipenderà quindi da due variabili che si sommano: la fine della riduzione decisa dal governo e le scelte commerciali di ogni singolo impianto, che negli ultimi mesi hanno già dimostrato quanto i prezzi del gasolio possano muoversi in autonomia rispetto alla sola leva fiscale.
