Dai caselli della Campania alle statali siciliane, la protesta dei tir contro il caro carburante non si ferma e il Sud resta con il fiato sospeso. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che i 430 milioni già stanziati per l’autotrasporto sono disponibili e che l’erogazione dovrebbe partire entro la settimana, con altre risorse in arrivo.
Sul tavolo ci sono due appuntamenti. Salvini ha spiegato che al mattino avrebbe incontrato le sigle nazionali e al pomeriggio alcuni rappresentanti locali, mentre un confronto con gli autotrasportatori a Milano era fissato per le 15. In attesa dell’esito, in molte zone del Sud i presidi sono rimasti in piedi.
Fondi, flotta e patente: le promesse di Salvini
Intervenendo a Rtl 102.5, il ministro ha dichiarato: «Stiamo lavorando al massimo per dare risposte concrete già oggi». Per superare gli ostacoli burocratici, ha spiegato, il Governo si è dato l’obiettivo di far partire i pagamenti già in settimana, perché molte imprese non possono permettersi di aspettare. Sul resto ha preferito non anticipare nulla, per rispetto degli interlocutori che avrebbe visto poche ore dopo, ma ha garantito che arriveranno risorse aggiuntive e una disponibilità di cassa per il Marebonus, misura legata a una norma europea che ha giudicato superata.
Il ministro ha poi indicato gli altri fronti aperti. Più di mezzo miliardo di euro è a disposizione delle imprese per rinnovare la flotta, ma le regole europee limitano l’uso di quei fondi e con Bruxelles è in corso una discussione serrata. Un’ulteriore dotazione è pensata per le isole, Sardegna e Sicilia, per sostenere l’intermodalità e l’attraversamento marittimo. Sul tavolo anche il costo elevato della patente e l’ipotesi di portare su base volontaria da 68 a 70 anni il limite di età per chi è in buona salute, come avviene in altri Paesi europei.
Salvini ha raccontato di aver trascorso gran parte del giorno precedente al telefono con singoli autotrasportatori e con associazioni di Sicilia, Campania e Puglia, che hanno tolto i blocchi su autostrade e altre arterie per consentire i rifornimenti a negozi, farmacie e supermercati. Per il ministro è stato un segnale di disponibilità. Sullo sfondo c’è il Consiglio dei ministri sull’ordine pubblico, dopo i fatti di Milano.
Campania, scaffali sempre più vuoti
Nel Casertano e nel Napoletano i manifestanti hanno mantenuto i presidi fissi fuori dai caselli di Nola, sull’A30 Caserta-Salerno, e lungo l’A1 Milano-Napoli a Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello. Presidiate anche le zone degli Interporti di Nola e di Maddaloni-Marcianise, mentre la protesta si è allargata all’asse mediano tra Acerra e Afragola. Sono stati invece abbandonati i tir lumaca in autostrada, che il giorno prima avevano creato forti disagi.
Intanto tra Caserta e Napoli si svuotano gli scaffali dei supermercati della grande distribuzione, che dipendono dai depositi delle aree industriali del Casertano, in particolare Carinaro-Teverola, dove tutto è fermo. I minimarket e i piccoli alimentari, che si riforniscono da produttori locali, riescono in parte a compensare le difficoltà.
Palermo e Agrigento, mezzi pesanti in sosta
A Palermo il blocco è proseguito all’innesto dell’autostrada che porta in città: in via Oreto e nelle strade vicine erano ferme circa cento tir, mentre al porto una trentina di mezzi sostavano in via Francesco Crispi. Un autotrasportatore che doveva consegnare merce in Sicilia, appena uscito dallo scalo, è stato fermato e invitato a restare in sosta. «Mi hanno detto di fermarmi e mi sono fermato», ha raccontato, spiegando di lavorare per una ditta e di non sapere quando potrà ripartire.
Più di quaranta tra camion, tir e trattori hanno occupato le corsie della statale 189 Agrigento-Palermo, al bivio Tumarrano, nel territorio di San Giovanni Gemini. A mobilitarsi sono stati autotrasportatori e agricoltori delle province di Agrigento e Caltanissetta, con un filtraggio selettivo: fermati solo i veicoli commerciali pesanti, via libera alle auto private. Sul posto polizia, carabinieri e vigili urbani. Al presidio hanno preso parte il sindaco di San Giovanni Gemini Dino Zimbardo, il primo cittadino di Vallelunga Pratameno e la deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina. Zimbardo ha fatto un esempio concreto: «Mettendo 600 litri di carburante si affronta una spesa di 1.500 euro», una cifra che, ha sostenuto, rende difficile per le imprese arrivare a fine mese. Il sindaco ha chiesto interventi urgenti.
Messina, a rischio anche i servizi essenziali
Proseguono i blocchi alle barriere di Tremestieri e San Gregorio. Gli autisti hanno fatto sapere che avrebbero atteso le parole di Salvini: se l’incontro avrà un esito positivo lasceranno le postazioni, altrimenti la protesta andrà avanti. Nel frattempo a Messina quasi tutti i supermercati hanno carenza di merce e la raccolta dei rifiuti si è fermata in molti Comuni della zona ionica.
Il porta a porta dell’indifferenziata non è stato effettuato in almeno quindici centri: Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea. I blocchi alle barriere autostradali di Messina e Catania stanno dunque colpendo anche servizi pubblici essenziali.
Il Comitato trasporto siciliano e i porti
Il Cts, Comitato Trasporto Siciliano, ha precisato che i mezzi della sigla resteranno nei piazzali aziendali in attesa di un confronto diretto con Salvini, finalizzato alla firma degli impegni necessari per sbloccare i fondi destinati all’autotrasporto. Appena il ministro sottoscriverà formalmente quegli impegni, il fermo dei porti siciliani verrà revocato subito. L’azione del comitato, ha ribadito, si limita alla mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi.
I portavoce hanno chiarito di non avere nulla contro i padroncini né contro agricoltori e pescatori, ma di voler trattare solo i problemi strutturali delle proprie aziende, per evitare confusione. Il Cts ha preso le distanze da ogni forma di violenza o illegalità, una posizione comunicata alle forze dell’ordine fin dal primo giorno: «non effettua e non sosterrà in alcun modo blocchi stradali». Il coordinatore Salvatore Bella ha aggiunto che il comitato non impone nulla e non ferma i camionisti.
Calabria e agricoltori, la mobilitazione si allarga
Sono ripresi i presidi lungo la statale 18, nel Tirreno cosentino, dove autotrasportatori e agricoltori protestano contro il caro carburante. A Tortora, Santa Maria del Cedro, Acquappesa-Guardia Piemontese e Fuscaldo i punti di sosta si sono affollati di cittadini, politici locali e studenti, venuti a dare solidarietà ai manifestanti. Dall’incontro di Milano ci si attendono misure per mitigare i costi del carburante e sostegni più ampi ai settori coinvolti.
Sul fronte agricolo, il movimento Agrisat ha annunciato una nuova protesta per giovedì prossimo alle 9 davanti a palazzo dei Normanni, a Palermo. Gli agricoltori si presenteranno con un furgone carico di grano, peperoni, pomodori, ortive, uva, latte e olio. Denunciano che l’assessore regionale all’Agricoltura non ha mostrato disponibilità né risposto alle loro segnalazioni, e chiedono provvedimenti immediati anziché misure a lunga scadenza, per salvare la prossima stagione agraria.
Ora gli occhi sono puntati sull’esito dei tavoli: dalla firma degli impegni dipende la revoca del fermo nei porti siciliani, mentre altre sigle legano la fine dei blocchi a quanto dirà il ministro.

