PALERMO – Da un lato la cronica carenza di agenti per le strade del capoluogo e dei comuni metropolitani, con turni di lavoro logoranti per i comandi esistenti e una domanda di sicurezza da parte dei cittadini che resta drammaticamente inascoltata. Dall’altro, una graduatoria di idonei approvata, valida, capiente e subito utilizzabile a pochi chilometri di distanza. Nel mezzo, la presunta volontà delle amministrazioni di bandire un concorso ex novo, con costi inutili e lunghi tempi di attesa.
Il caso dell’ipotesi di un nuovo reclutamento della Polizia Locale e Metropolitana nell’area palermitana si trasformerebbe in un emblematico paradosso amministrativo, dove i principi di efficienza e razionalizzazione della spesa pubblica sembrerebbero cedere il passo a logiche difficilmente comprensibili sotto il profilo contabile e gestionale.
Il Comune di Monreale ha recentemente concluso una selezione pubblica per agenti di Polizia Municipale, licenziando una graduatoria ufficiale di idonei. Per legge, gli enti locali hanno la piena facoltà di stipulare convenzioni per attingere dalle graduatorie vigenti approvate da altre amministrazioni dello stesso bacino territoriale. Un’operazione che per la Città Metropolitana e per il Comune di Palermo si tradurrebbe in vantaggi immediati:
- Zero costi di organizzazione: nessuna spesa per commissioni d’esame, locazione di impianti, piattaforme informatiche per i quiz e servizi di vigilanza;
- Tempi azzerati: la possibilità di immettere in servizio gli agenti in poche settimane tramite la firma di un semplice schema di convenzione inerente;
- Omogeneità del profilo: requisiti e materie d’esame sostenute a Monreale sono sovrapponibili alle mansioni richieste nei comandi del capoluogo.
A trasformare quella che potrebbe sembrare una semplice scelta discrezionale in un potenziale illecito amministrativo è la giurisprudenza consolidata della giustizia amministrativa.
Con la celebre sentenza n. 14 del 28 luglio 2011, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha stabilito un principio invalicabile: lo scorrimento delle graduatorie aperte costituisce la regola generale e ordinaria per la copertura dei posti vacanti nella Pubblica Amministrazione. Indire un nuovo concorso in presenza di idonei qualificati ed equipollenti rappresenta un’eccezione straordinaria, percorribile unicamente in presenza di una motivazione analitica, rafforzata e stringente che dimostri l’inadeguatezza della graduatoria esistente. Senza questa motivazione speciale, l’atto di indizione del nuovo bando risulta affetto da eccesso di potere per illogicità e difetto di istruttoria.
Se sotto il profilo amministrativo il rischio sarebbe l’annullamento degli atti, sotto quello finanziario la prospettiva potrebbe essere ancora più severa. La Corte dei Conti – compresa la Sezione Giurisdizionale per la Regione Siciliana – ha più volte ribadito che l’impegno di risorse finanziarie pubbliche per l’espletamento di nuove procedure concorsuali, laddove vi sia la disponibilità di una graduatoria utile a costo zero nello stesso bacino geografico, configura un danno erariale diretto.
I costi sostenuti per organizzare il nuovo concorso (dalle parcelle per i commissari ai contratti con le società di logistica) vengono qualificati dalla magistratura contabile come spesa inutile e ingiustificata. La particolarità della responsabilità contabile sta nella sua natura personale: delle somme sprecate non risponde l’ente con le tasse dei cittadini, ma i singoli dirigenti che firmano le determine di spesa e gli organi politici che hanno impartito gli indirizzi, laddove venga riscontrata la colpa grave.
Ad amplificare la delicatezza del quadro è la singolare architettura istituzionale dell’Area Metropolitana: il sindaco del Comune capoluogo, Roberto Lagalla, ricopre per legge anche la carica di sindaco metropolitano. Spetta dunque alla medesima figura politica la responsabilità di garantire il coordinamento delle risorse e la tutela delle casse di entrambi gli enti.
Sullo sfondo restano le perplessità espresse dal gruppo degli Idonei di Monreale e da diverse forze sindacali e sociali, che vedono nella corsa al nuovo bando – a ridosso di scadenze elettorali – una manovra finalizzata più alla ricerca di visibilità e consenso che alla reale risoluzione dei problemi di sicurezza della città.
Il gruppo degli Idonei ha già formalizzato una lettera indirizzata ai vertici di Palazzo delle Aquile e di Palazzo Comitini, chiedendo un incontro urgente senza finora ricevere risposta. Qualora si dovesse prospettare l’indizione di un nuovo bando di concorso, fa sapere il gruppo di idonei, potrebbero essere coinvolti la Procura Regionale della Corte dei Conti e i Collegi dei Revisori dei Conti di entrambi gli enti.

