Addio a Mirela, la ciclista uccisa a Pioppo: in 200 le hanno detto addio

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Duecento biciclette hanno accompagnato ieri l’ultimo viaggio di Mirela Nicoleta Rusu, la donna rumena che avrebbe compiuto 41 anni il prossimo 4 ottobre e che domenica era stata travolta e uccisa da un’auto sulla Statale 186, nei pressi di Pioppo. Il commiato si è svolto nella chiesetta di San Vito, a pochi passi dal Teatro Massimo, davanti a familiari, amici e a un’intera comunità ciclistica in lacrime.

Dopo la breve benedizione officiata da padre Petrum secondo il rito ortodosso, il feretro è stato scortato dal lungo corteo di ciclisti per le strade del centro, in quella che per Mirela era diventata, negli anni, una vera seconda casa.

Il corteo ha percorso via Volturno, poi via Cavour, fino a raggiungere piazza XIII Vittime, dove ad attendere il passaggio della salma c’era un nuovo, lungo applauso, lo stesso che aveva accolto il feretro all’uscita dalla chiesa.

Il porto, l’ultimo viaggio verso la Romania

Attorno alle 20, il feretro è arrivato al porto di Palermo, dove una nave diretta a Genova ha avviato il tragitto che porterà Mirela nella sua terra natale: lì si terranno le esequie e la sepoltura.

Tra i partecipanti, molti indossavano una maglietta con la scritta «Mult noroc Mirela», che in romeno significa «Buona strada Mirela», mentre nel mondo del pedale circolava un altro messaggio: «Pedaliamo con Mirela, pedaliamo per Mirela».

Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Federciclismo regionale Diego Guardì, il coordinatore Fabrizio Cavaliere e, per il Comune di Palermo, l’assessore allo Sport Alessandro Anello, che ha portato il saluto del sindaco: «È un momento veramente difficile per tutti noi – ha sottolineato – e il sindaco mi ha chiesto di portare il suo saluto e la sua vicinanza. Sono cose che non dovrebbero mai accadere. Rimaniamo sgomenti e tristi. Ne siamo veramente dispiaciuti e vi siamo realmente vicini».

In prima fila, visibilmente provato, il compagno della donna, Andrea Calandra, che a chi gli chiedeva come stesse ha risposto soltanto: «Sto peggio di prima».

«Una perdita enorme per tutti noi»

A ricordare la donna anche Francesco Mutoli e Mauro Cinque, rispettivamente presidente e consigliere del club ciclistico in cui Mirela era tesserata: «Era bravissima, una gran lavoratrice e una gran ciclista – osservano – ed è una grande perdita sotto tutti i punti di vista. Lascia veramente un vuoto enorme. La riprova è nella risposta che ci hanno dato i tanti ciclisti palermitani alla nostra raccolta fondi online. In meno di quattro ore abbiamo raccolto ottomila euro che abbiamo messo a disposizione della famiglia per il funerale e altre spese».

Mutoli ha poi anticipato le iniziative future per non disperdere la memoria di Mirela: «Adesso staremo molto vicini al suo compagno, lo sosterremo sempre. Ed è chiaro che anche noi faremo la nostra parte per far sì che questa tragedia non venga dimenticata. Vogliamo che questa assurda morte non sia stata invano. Stiamo pensando di organizzare anche incontri nelle scuole per parlare di educazione stradale. Non si può perdere la vita in questo modo. Mentre dal punto di vista sportivo abbiamo già l’idea di organizzare una gara, a Monte Pellegrino».

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