Il sorpasso azzardato, lo schianto, Nicoleta travolta e uccisa come un birillo

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Non si ferma il dolore per Nicoleta Mirela Rusu, la donna di origini rumene di 41 anni travolta e uccisa mentre pedalava sulla statale 186 tra Pioppo e Monreale. Una domenica di sole trasformata in tragedia in pochi istanti, davanti agli occhi dei compagni di pedalata che la accompagnavano lungo quella strada conosciuta a memoria.

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La notizia ha fatto rapidamente il giro dell’ambiente sportivo siciliano, dove Nicoleta era conosciuta per la passione che metteva nella bicicletta. Sui social si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio, e tra i più sentiti c’è quello della Federciclismo Sicilia: «Vogliamo ricordarti con il tuo sorriso contagioso e con l’amore che trasmettevi per la bicicletta. Oggi l’ennesima vita è stata spezzata sulle strade. Alla famiglia, al caro Andrea Calandra e alla Asd Sport e Nutrition va il nostro abbraccio».

La morte di Nicoleta riporta sotto i riflettori una condizione che chi va in bici nell’entroterra palermitano conosce bene: strade provinciali e statali stretti, senza piste ciclabili né corsie protette, dove auto e biciclette si trovano spesso a condividere lo stesso metro di asfalto a velocità molto diverse. Tratti rettilinei come quello tra Pioppo e Monreale, proprio per la loro apparente linearità, diventano spesso terreno di sorpassi azzardati da parte degli automobilisti, anche dove la segnaletica orizzontale lo vieta espressamente.

Per chi pedala in gruppo, come accadeva domenica al gruppetto di cui faceva parte Nicoleta, l’unica protezione resta la prudenza degli altri: non esistono barriere fisiche, e un solo errore al volante può trasformarsi in tragedia in una frazione di secondo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, una Fiat 500X che procedeva in direzione Pioppo avrebbe invaso la corsia opposta nel tentativo di superare alcuni veicoli, nonostante la presenza della linea continua. Il conducente si sarebbe così trovato improvvisamente davanti al gruppo di ciclisti che stava rientrando verso Palermo dopo l’uscita domenicale.

L’impatto è stato frontale e devastante. Nicoleta è stata centrata in pieno e per lei non c’è stato nulla da fare: i soccorritori, arrivati in pochi minuti, hanno potuto solo constatarne il decesso. Accanto a lei viaggiava il compagno, Andrea Calandra, trasportato in ospedale in forte stato di shock. Un terzo ciclista è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia con diverse fratture, ma le sue condizioni non sono gravi.

A raccontare quei momenti sono stati i compagni di pedalata rimasti illesi: «L’auto è comparsa all’improvviso davanti a noi. Non c’era alcuna possibilità di evitarla», hanno riferito agli investigatori intervenuti sul posto.

Al volante dell’utilitaria c’era una persona di 38 anni, risultata negativo all’alcoltest. Gli accertamenti sono stati condotti da polizia municipale e Carabinieri, mentre la Procura di Palermo ha aperto un fascicolo iscrivendo l’uomo nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale. Tutti i veicoli coinvolti sono stati posti sotto sequestro per le verifiche tecniche, mentre la comunità del ciclismo siciliano si prepara a dare l’ultimo addio a Nicoleta.

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