“L’operazione condotta dalle forze dell’ordine conferma che i controlli e l’azione di contrasto nei confronti di comportamenti illeciti devono essere costanti e rigorosi. Di fronte a episodi che, se accertati, rappresentano una grave violazione dei doveri nei confronti della collettività, l’Amministrazione comunale manterrà una linea di assoluta fermezza”. Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla dopo che La polizia ha eseguito la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di nove dipendenti della Reset, società partecipata del Comune di Palermo che si occupa, tra l’altro, di verde pubblico. Il provvedimento, chiesto dalla Procura di Palermo, è stato disposto dal gip al termine di una indagine della Digos su una truffa aggravata in concorso ed episodi di peculato (quest’ultimo contestato esclusivamente a due degli indagati), commessi ai danni della società.
“Nessuno può pensare di sottrarsi alle regole – dice Lagalla – o di utilizzare il proprio ruolo all’interno delle società partecipate come uno spazio sottratto ai controlli e alle responsabilità. Chi ha sbagliato dovrà risponderne nelle sedi competenti e saranno valutate tutte le conseguenze amministrative e disciplinari previste dalla normativa”.
“Desidero, inoltre – continua il sindaco di Palermo -, sottolineare il senso di responsabilità dimostrato dalla governance della Reset che, nell’ambito delle proprie attività di controllo, ha segnalato alle autorità competenti possibili condotte illecite, contribuendo così all’accertamento dei fatti. È questo il comportamento che ci si attende da chi è chiamato a guidare aziende che operano al servizio della collettività: collaborazione con le istituzioni, trasparenza e rispetto della legalità”.
“Ho già chiesto che venga fatta piena luce non soltanto sulle singole condotte contestate, ma anche sull’efficacia dei sistemi di vigilanza e controllo interni, affinché eventuali criticità vengano immediatamente corrette. La legalità, la trasparenza e il rispetto delle regole costituiscono principi irrinunciabili nell’azione del Comune e delle sue partecipate. Rivolgo il mio ringraziamento alla magistratura, agli investigatori e alle forze dell’ordine per il lavoro svolto. La tutela dell’interesse pubblico passa anche dalla capacità delle istituzioni di intervenire con tempestività e determinazione ogni volta che emergono comportamenti incompatibili con il corretto funzionamento della pubblica amministrazione e delle aziende partecipate».
L’inchiesta ha consentito di svelare una rete di relazioni e di complicità tra gli indagati ideata per mettere a segno la truffa. Gli indagati si assentavano dal lavoro potendo contare su sistematiche false attestazioni della presenza in servizio. Particolarmente gravi si sono rivelate le condotte di uno dei dipendenti anche per il suo ruolo di rappresentante sindacale e capo squadra, che si dedicava sistematicamente alle proprie faccende private durante l’orario di servizio, usando impropriamente l’auto dell’ufficio. La misura è stata comunicata ai vertici della società per eventuali provvedimenti disciplinari.

