Andavano al lavoro sulla carta, ma nella realtà erano altrove. Per nove dipendenti della Reset — la società partecipata del Comune di Palermo che gestisce, tra l’altro, il verde pubblico — la Digos ha eseguito la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, smontando pezzo per pezzo un sistema collaudato di false presenze.
Il provvedimento, emesso dal gip su richiesta della Procura di Palermo, è arrivato al termine di un’indagine che ha ricostruito una rete di complicità costruita ad arte per truffare la società. Le accuse sono di truffa aggravata in concorso; per due degli indagati si aggiunge anche il peculato. Un decimo dipendente ha ricevuto un avviso di garanzia.
Il profilo più pesante tra gli indagati è quello di un dipendente che ricopriva il doppio ruolo di caposquadra e rappresentante sindacale. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, si dedicava sistematicamente ai propri affari personali durante l’orario di servizio, usando per farlo l’auto aziendale. Una condotta ritenuta particolarmente grave proprio in ragione del ruolo che rivestiva.
Il meccanismo alla base della truffa era semplice quanto sistematico: gli indagati si assentavano contando su false attestazioni della presenza in servizio, garantite da una rete di complicità interna.
La misura è stata trasmessa ai vertici di Reset per l’avvio di eventuali procedimenti disciplinari. I nomi degli indagati — già convocati per gli interrogatori preventivi il 7 maggio scorso — sono: Baldassarre Basile, Salvatore Basile, Maurizio Giuliano, Giosuè Leto, Roberto Massaro, Antonio Mercante, Domenico Musacchia, Matteo Orlando e Giuseppe Santonocito.
L’inchiesta potrebbe ora aprire a ulteriori sviluppi sul fronte disciplinare interno alla società partecipata.
“Pugno duro contro i furbetti del cartellino all’interno della Reset, ma anche nelle altre società partecipate del Comune di Palermo. Non faremo sconti a nessuno perché nessuno può considerare le società partecipate come il proprio orticello per fare cosa vuole”. Lo ha dichiarato l’assessora alle Partecipate, Brigida Alaimo, commentando l’operazione che ha portato alla luce presunte irregolarità all’interno della Reset.
“Saranno avviati approfonditi controlli – continua – per verificare eventuali responsabilità e accertare se vi siano state superficialità o omissioni da parte di chi era chiamato a svolgere attività di vigilanza e controllo. Il rispetto delle regole e la tutela dell’interesse pubblico devono rappresentare principi inderogabili per tutti”.
L’assessore alle Partecipate rivolge, infine, il “ringraziamento alle forze dell’ordine per il lavoro svolto: “Desidero ringraziare gli investigatori e tutte le forze dell’ordine che, attraverso un’attività accurata e scrupolosa, hanno consentito di far emergere queste irregolarità. Chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità”, sottolineando che “l’amministrazione comunale continuerà a operare con determinazione per garantire trasparenza, legalità ed efficienza all’interno delle società partecipate”.

