In Sicilia arriva il treno Pop e dal 2020 biglietto unico bus, treno e tram

Viaggerà a una velocità massima di 160 km/h

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La Sicilia è la prima regione nel Sud Italia dove i pendolari possono viaggiare sui convogli di ultima generazione di Trenitalia

In Sicilia arrivano i Pop, treni di ultima generazione che rinnoveranno la flotta di treni siciliani. I nuovi treni pop saranno in circolazione dal 15 dicembre. Intanto si va verso il biglietto unico per bus, tram e treno per le tratte a corto raggio.

Aritmo di Pop. Musica nuova per i passeggeri di Trenitalia, che dal prossimo 15 dicembre – in concomitanza con l’avvio del nuovo orario invernale – potranno viaggiare su convogli di ultima generazione: i treni pop.

Il primo treno è stato consegnato oggi alla presenza dei vertici di Trenitalia e della Regione e sarà in circolazione sulla linea Palermo-Termini Imerese.

Viaggerà a una velocità massima di 160 km/h, avrà un’accelerazione maggiore di 1 m/s2 e potrà trasportare fino a circa 530 persone, con oltre 300 posti a sedere.

In totale saranno 5 i Pop impiegati entro fine anno sulle tratte Palermo-Messina e Messina-Catania: fanno parte dei 43 treni (21 Pop, 17 ibridi e 5 elettrici) previsti per il rinnovo della flotta della Sicilia.

I treni rientrano nel contratto di servizio decennale sottoscritto a maggio del 2018 tra la Regione e Trenitalia, che prevede investimenti per oltre 426 milioni di euro, di cui 325 milioni destinati all’acquisto dei nuovi treni per potenziare la mobilità regionale e metropolitana.

La Sicilia registra un aumento del numero di passeggeri dal 2018 al 2019. Sono oltre un milione, il 12 percento in più. E Orazio Lo Iacono annuncia l’introduzione del biglietto unico bus-treno grazie ad un futuro accordo con Amat.

Gli utenti potranno dunque comperare un solo ticket per bus, tram e treno per le tratte di corto raggio, urbane e sub-urbane, che secondo il governatore Nello Musumeci “non dovrebbe costare più di 1,50 euro”.

“Per tanto troppo tempo – ha aggiunto il presidente della Regione – in Sicilia il trasporto ferroviario è stato sacrificato. Trenitalia sta dando segnali di discontinuità, la stessa cosa non può dirsi di Rfi. Senza una rete ferroviaria adeguata i nostri treni continueranno ad avere tempi biblici incompatibili con le esigenze di mobilità dei siciliani. In questo momento Rfi ha oltre 2 miliardi di fondi programmati dalla Regione: alcuni cantieri sono aperti, altri no per mancanza di progetti. Ecco, a Rfi contestiamo la lentezza nella progettazione. Io e l’assessore Falcone gli staremo con il fiato sul collo”.