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Turismo, Cefalù è tra i borghi italiani più visitati in treno

Scoprire in treno il fascino dei borghi

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Turismo. Patto Trenitalia-I Borghi più belli d’Italia: tra le 282 località promosse dall’associazione,
25 sono raggiungibili con i servizi regionali di Fs, per un totale di 580 collegamenti giornalieri

C’è anche Cefalù, in provincia di Palermo, tra i Borghi più belli che è possibile visitare in treno. Scoprire in treno il fascino dei borghi è sempre più possibile e i dati sono chiari. Soprattutto dopo un 2018 che ha visto un’ulteriore crescita (+8%) dei viaggi per turismo sui treni regionali di Trenitalia e dopo che questa vocazione trova un rinnovato impulso nella collaborazione tra Trenitalia e l’associazione I Borghi più belli d’Italia.

La partnership nasce con l’obiettivo di valorizzare il grande patrimonio di storia, arte, cultura, ambiente e tradizioni presente nei piccoli centri del Belpaese raggiungibili con il mezzo di trasporto più ecologico, conveniente, sicuro e, grazie anche all’arrivo di nuovi treni, sempre più confortevole.

Su 282 località promosse dall’associazione 25 sono facilmente raggiungibili con i treni regionali, per un totale di oltre 580 collegamenti giornalieri: Bard in Valle D’Aosta; Mombaldone (Asti), Orta San Giulio (Novara) e Vogogna (Verbania) in Piemonte; Chiusa, Egna e Vipiteno (Bolzano) in Alto Adige; Montagnana (Padova) in Veneto; Venzone (Udine) in Friuli Venezia Giulia; Moneglia (Genova), Finalborgo (Savona), Laigueglia (Savona), Borgio Verezzi (Savona) , Campo Ligure (Genova) e Vernazza (LaSpezia) in Liguria; Grottammare (Ascoli Piceno) nelle Marche; Brisighella (Ravenna) in Emilia Romagna; Castiglione del Lago, Passignano sul Trasimeno e Spello (Perugia) in Umbria; Buonconvento (Siena) in Toscana; Tagliacozzo (L’Aqulia) in Abruzzo; Vietri sul Mare (Salerno) in Campania; Chianalea (Reggio Calabria) in Calabria, Cefalù (Palermo) in Sicilia.

L’accordo fra Trenitalia e I Borghi più belli d’Italia prevede alcune iniziative congiunte di promozione turistica e marketing territoriale, calibrate per le esigenze del crescente numero di clienti del trasporto ferroviario, oltre a uno scambio di visibilità sui canali di comunicazione delle due realtà.

«Il trasporto regionale e metropolitano – spiega Maria Giaconia, direttore divisione passeggeri regionale di Trenitalia – è fondamentale per la mobilità dei pendolari, persone che ogni giorno scelgono Trenitalia per i loro spostamenti di lavoro e studio. Dei passeggeri regionali, il 29% usa questi collegamenti anche per turismo e svago, +8% nel 2018 rispetto all’anno precedente. Risultato che testimonia la maggiore attenzione di Trenitalia al settore turistico e il significativo miglioramento, negli ultimi anni, dei servizi offerti per soddisfare i bisogni e le esigenze delle persone».
Miglioramento che avrà nel prossimo futuro una nuova spinta
con il più grande piano di rinnovo della flotta regionale mai avvenuto nella storia delle ferrovie italiane: 600 nuovi treni per un investimento economico di sei miliardi di euro. «Una nuova flotta – afferma Giaconia – che renderà i viaggi regionali ancora più confortevoli e puntali e garantirà anche una forte attenzione alla sostenibilità ambientale».

«La collaborazione con un partner come Trenitalia si rivela strategica per la nostra associazione e per i nostri borghi – sostiene il presidente dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, Fiorello Primi – perché ci aiuta ad aumentare la visibilità di questi piccoli centri che rappresentano, ormai senza dubbio, il nucleo centrale e vitale dell’Italia più autentica e “fascinosa” che tutto il mondo ci invidia».

I borghi sono l’essenza del made in Italy, che è fortemente attrattivo per il turismo. Nel 2017 i borghi italiani hanno registrato 3,7 milioni di arrivi (+ 7,5% sull’anno precedente; +12,2% stranieri e +4,5% italiani); 14,3 milioni sono le giornate di presenza (+7,9%; +9,5% stranieri e +6,7% italiani), 12,3 giornate per abitante, contro una media nazionale di 7,0. Le piccole realtà fanno del nostro Paese un luogo unico: un circuito di bellezza straordinariamente diffuso lungo tutto il suo territorio fisico, lungo un arco di secoli di civiltà. D’altra parte l’Italia stessa è un borgo diffuso dal momento che il 70% dei Comuni ha meno di 5 mila abitanti. «Continuiamo a sostenerli – continua il presidente dell’associazione – perché attraverso questi piccoli centri si conferisce slancio al turismo dell’intero Paese». 

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