Immaginate di aver pianificato tutto: ferie incastrate, hotel prenotato e quel volo per le vacanze — magari un Palermo-Madrid o un Catania-Venezia — acquistato mesi fa a un prezzo onesto. Poi, all’improvviso, arriva l’email che non ti aspetti: “C’è da pagare un extra”. Non per il bagaglio, non per il sedile più comodo, ma per il carburante. Una sorta di “integrazione” richiesta a giochi fatti, che sta facendo imbestialire migliaia di passeggeri, specialmente in Sicilia, dove l’aereo non è un lusso ma una necessità.
Al centro del polverone c’è finita soprattutto Volotea.
Molti passeggeri della compagnia spagnola si sono visti recapitare richieste che arrivano fino a 9 euro a tratta. La giustificazione? Il caro-cherosene. Se sei una famiglia di quattro persone che rientra per l’estate, quel “piccolo” adeguamento diventa una tassa improvvisa da quasi 80 euro tra andata e ritorno.
La compagnia si scherma dietro le condizioni di contratto: un paragrafo che avvisa della possibilità di ritoccare i prezzi in caso di scossoni dei mercati energetici. Ma basta un avviso scritto in piccolo per rendere tutto legittimo? Il Codacons non ne è affatto convinto e ha deciso di portare la questione sul tavolo dell’Antitrust.

Il punto sollevato dall’associazione dei consumatori è semplice quanto puntuale: la normativa europea parla chiaro, il prezzo esposto al momento del click deve essere quello definitivo. E c’è di più. Se le compagnie si riservano il diritto di alzare i prezzi quando il petrolio sale, sono pronte a rimborsare i viaggiatori quando il greggio scende?
“Se l’adeguamento avviene solo al rialzo — spiegano dal Codacons — ci troviamo davanti a una clausola vessatoria, un gioco dove vince sempre il banco e a perdere è solo il cittadino”.
In un’Isola che già combatte quotidianamente contro il caro-voli e una continuità territoriale che spesso traballa, questa nuova ondata di supplementi post-acquisto suona come l’ennesima beffa. L’esposto all’Antitrust servirà a capire se queste pretese economiche abbiano una base legale solida o se si tratti di un tentativo di scaricare il rischio d’impresa direttamente sulle tasche di chi viaggia. Nel frattempo, il consiglio è uno solo: conservate ogni comunicazione e non pagate senza aver prima verificato i vostri diritti.



