Femminicidio a Partinico, Ana era incinta, lui la sgozza, Salvini: “Galera a vita”

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Il fenninicidio di Partinico ha generato lo sgomento generale. Una vicenda arrivata alle cronache nazionali per la sua efferatezza in occasione della giornata per la lotta alla violenza sulle donne.

Ana Di Piazza, 30 anni, è stata uccisa da Antonio Borgia. La ragazza, di origini rumene ma adottata da una famiglia di Giardinello, è stata uccisa al culmine di una violenta lite tra Balesrate e Partinico. Borgia, imprenditore partinicese, messo sotto torchio, ha confessato il delitto.
Avrebbe perso la testa quando Ana gli avrebbe confidato di essere in attesa di un figlio e gli ha chiesto dei soldi.

Una coltellata alla pancia. La fuga. La salita sul furgone dopo averla convinta dicendole di portarla all’ospedale. Poi un’altra aggressione. La coltellata alla gola e le bastonate. È l’epilogo di una storia fatta di una violenza assurda, inaudita. E in molti ora sono a chiedere sui social giustizia per Ana e la massima pena per il suo assassino.

“Ammazza la compagna a coltellate perché aspettava un bambino. Solo una parola: bastardo. Solo una pena: galera a vita”. Sono le parole di Matteo Salvini su Facebook commentando l’omicidio che, per l’efferatezza con la quale è stato compiuto, ha scosso l’Italia intera.

Oggi all’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Ana. Gli inquirenti dovremmo appurare se effettivamente la donna fosse in stato di gravidanza o meno. Dello stato interessante della donna ne sarebbero stati a conoscenza la madre e le amiche.

Attesa in giornata anche la convalida dell’arresto di Antonio Borgia, un provvedimento scontato vista la confessione e le prove più che schiaccianti per l’omicidio di Ana nei confronti del presunto omicida.

Intanto a Partinico per questa sera è stata organizzata una marcia silenziosa per Ana.