Chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà chiamato anche a eseguire lavori di pubblica utilità per i Comuni di residenza. E’ stato firmato ieri il decreto.
Porta le firma del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo il decreto ministeriale, concertato con i Comuni, che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza. Lavori che i percettori dovranno effettuare presso il Comune di residenza.
Per la Catalfo si tratta di “un atto importante nel percorso di costruzione di un moderno sistema di welfare state che rinsalda il patto tra Stato e cittadino”. Con questo atto i Comuni interessati – sottolinea – “avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito andranno a svolgere. Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore”.
Intanto, sono aumentate di poco più di 20 mila le domande accolte nell’arco di un mese per il Reddito o la Pensione di cittadinanza, che all’inizio di ottobre raggiungono nel complesso quota 982 mila (dalle circa 960 mila di inizio settembre). Ma allo stesso tempo, da aprile scorso in poi, 39 mila nuclei hanno perso il diritto a beneficiarne, per motivi diversi. E’ l’ultima fotografia aggiornata all’8 ottobre e scattata dall’Istituto di previdenza.



