Reddito di cittadinanza, partono i lavori sociali per chi lo percepisce

Chi percepisce il reddito di cittadinanza sarà chiamato anche a eseguire lavori di pubblica utilità per i Comuni di residenza. E’ stato firmato ieri il decreto.

Porta le firma del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo il decreto ministeriale, concertato con i Comuni, che definisce l’attivazione dei lavori di pubblica utilità che i beneficiari di Reddito di cittadinanza. Lavori che i percettori dovranno effettuare presso il Comune di residenza.

Per la Catalfo si tratta di “un atto importante nel percorso di costruzione di un moderno sistema di welfare state che rinsalda il patto tra Stato e cittadino”. Con questo atto i Comuni interessati – sottolinea – “avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire le attività che i beneficiari del Reddito andranno a svolgere. Il Comune è il titolare dei Progetti Utili alla Comunità e può avvalersi della collaborazione di enti del Terzo settore o di altri enti pubblici. I PUC possono essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni, contribuendo alla costruzione di una comunità migliore”.

Intanto, sono aumentate di poco più di 20 mila le domande accolte nell’arco di un mese per il Reddito o la Pensione di cittadinanza, che all’inizio di ottobre raggiungono nel complesso quota 982 mila (dalle circa 960 mila di inizio settembre). Ma allo stesso tempo, da aprile scorso in poi, 39 mila nuclei hanno perso il diritto a beneficiarne, per motivi diversi. E’ l’ultima fotografia aggiornata all’8 ottobre e scattata dall’Istituto di previdenza.

Al netto delle domande decadute, quindi sono 943 mila i nuclei che oggi percepiscono Reddito o Pensione di cittadinanza, con quasi 2,3 milioni di persone coinvolte ed un importo medio di 482 euro al mese a famiglia. Nel complesso si sono spesi finora circa 2,4 miliardi ed è probabile che a fine anno, in assenza di una nuova corsa al beneficio, non si arrivi a spenderne quattro con risparmi rispetto alle risorse stanziate (5,6 miliardi per quest’anno) che dovrebbero superare largamente il miliardo e mezzo. Finora si era sempre parlato di un miliardo di risparmi per l’anno.

La misura, per cui si può fare domanda dal 6 marzo scorso, si conferma prevalente nelle regioni del Sud e nelle Isole (dove coinvolge quasi 1,5 milioni di persone), con Campania e Sicilia in testa, seguite da Lazio e Puglia. Per quanto riguarda gli importi: la media mensile risulta pari a 482,36 euro. Naturalmente l’importo varia in base alle diverse componenti: e il più alto, 613 euro mensili, risulta quello percepito dai beneficiari del Reddito con a carico un mutuo; quello più basso, 212 euro, da chi ha una Pensione di cittadinanza con a carico un affitto. In generale, il 68% (oltre 645 mila nuclei) percepisce un importo mensile inferiore a 600 euro e solo l’1% (quasi 5 mila) un importo mensile superiore a 1.200 euro.