Prezzi “pornografici” dei voli per la Sicilia, fino a 800 euro per tornare

Continua ad alimentarsi la polemica dei biglietti aerei troppo cari da e per la Sicilia. I prezzi hanno subito un aumento dopo che la compagnia Vueling ha deciso di lasciare alcune tratte da e per gli aeroporti siciliani.

Alcuni biglietti, soprattutto quelli prenotati per le feste di Natale, hanno raggiunto costi record, sfiorando anche gli 800 euro. 

Di “prezzi pornografici” parlano i deputati di Forza Italia che hanno definito i costi dei biglietti aerei da e per la Sicilia, diventati completamente proibitivi, con prezzi che in questi giorni non di alta stagione né di fine settimana vanno dai 350 ai 500 e passa euro.

Per far fronte a questa che ritengono una vera emergenza, i parlamentari siciliani del partito di Berlusconi hanno presentato tre emendamenti alla prossima legge di bilancio che possano incidere concretamente sui costi dei biglietti Alitalia da e per la Sicilia almeno per i residenti nell’isola.

La prima modifica porta la firma di Schifani: un emendamento alla manovra che preveda un fondo di 100 milioni di euro l’anno per tre anni destinati a combattere il «caro-prezzi» dei biglietti aerei da e per la Sicilia.

L’emendamento nasce con l’obiettivo di far ottenere ai siciliani tariffe “sostenibili” per i voli, in virtù del riconoscimento dello status di insularità.

Un fondo da 100 milioni per i siciliani

Il fondo – che verrebbe tratto da coperture già esistenti – dovrebbe essere girato alla Regione, che deve fare proposte operative al ministero dei Trasporti che siano trasmesse alla Commissione europea per individuare rotte e tipologie di sconti da applicare. «I prezzi – ha denunciato Schifani – sono elevatissimi specialmente da Palermo e Catania verso il Continente, a volte superano i 500 euro a tratta. Una cosa inaccettabile dovuta a un fatto oggettivo e a uno speculativo: la compagnia Vueling ha sospeso i collegamenti per la Sicilia, ce n’erano due al giorno per Palermo e altrettanti per Catania. Così i passeggeri si sono spostati su Ryanair e Alitalia, che sfruttano l’assenza del terzo vettore per vessare i cittadini con prezzi insostenibili”.

Schifani mette sotto accusa l’algoritmo di Alitalia: per il senatore prima il vettore nazionale viaggiava con alcuni posti vuoti, ora visto il venir meno del terzo competitor i voli sono sempre esauriti e con lista di attesa, e questo attiva un algoritmo che fa scattare in alto i prezzi. Ma il calcolo non tiene conto delle particolari condizioni dell’isola e delle necessità oggettive dei siciliani.

Una tesi sostenuta anche da Stefania Prestigiacomo che ha proposto due emendamenti che riconoscano alla Sicilia il diritto alla continuità territoriale sul modello della Sardegna, in modo che l’Unione europea possa riconoscere che tali incentivi non sono aiuto di Stato ma un diritto dei cittadini dell’Isola.

La continuità territoriale dovrebbe tutelare chi viaggia per lavoro, imprenditori, chi viaggia per questioni di salute,. “Esiste un diritto alla mobilità che viene violato – dice la deputata – , anche perché non ci sono reali alternative all’aereo” .

Secondo Anna Maria Bernini, che ha voluto partecipare all’iniziativa, “siamo di fronte a un prezzo pornografico” . I parlamentari di Forza Italia – membri dell’opposizione – hanno sfidato il governo chiedendo cosa faccia su questo tema. Poi c’è anche il problema del turista che sceglie mete più economiche a discapito dell’economia dell’isola.