Morta di difterite a 4 anni, stretta sui genitori no-vax: a rischio denuncia

lettura in 4 minuti

Cambia rotta la sanità siciliana sulle vaccinazioni pediatriche. Dopo la morte per difterite della piccola Anna Rosa Bartolotta, quattro anni, non vaccinata, la task force regionale ha varato un piano che introduce controlli serrati sulle famiglie inadempienti: convocazione obbligatoria, appuntamento fissato d’ufficio dall’Asp e, in caso di rifiuto persistente, sanzione e segnalazione alla magistratura. Sul caso della bambina è già intervenuta la Procura per i minorenni di Palermo, guidata da Claudia Caramanna, che ha aperto un fascicolo civile per accertare le responsabilità dei genitori verso gli altri quattro figli.

La riunione della task force, convocata d’urgenza, ha analizzato i due episodi di difterite registrati in città: quello della piccola Bartolotta, deceduta al Di Cristina, e quello del cugino coetaneo, vaccinato, che ha manifestato sintomi più contenuti ed è stato dimesso. Per gli esperti non si tratta di un focolaio epidemico. «Non siamo di fronte a un’emergenza – spiega l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso – ma a un campanello d’allarme che ci impone di rafforzare ulteriormente l’impegno per aumentare le coperture vaccinali, che risentono ancora degli effetti della pandemia di Covid-19».

Il monitoraggio si estenderà anche al pronto soccorso: dal primo settembre il personale ospedaliero potrà consultare l’Anagrafe vaccinale regionale per verificare in tempo reale la posizione dei piccoli pazienti. Parallelamente la Regione avvierà una ricognizione sulle nascite dal 2020 a oggi, per individuare i territori con le coperture più basse, concentrandosi sui bambini fino ai 24 mesi e sul richiamo tra i 5 e i 6 anni, ma senza trascurare le altre vaccinazioni dell’infanzia, morbillo incluso. Dove la copertura resta indietro potranno nascere ambulatori vaccinali direttamente nelle scuole.

Tra le altre misure previste: consegna del libretto vaccinale già nei punti nascita con appuntamento prefissato, potenziamento dei laboratori di microbiologia, campagna informativa per neogenitori, accesso ai centri senza prenotazione dal lunedì al sabato (8-18) e un presidio in ogni Casa di comunità Hub, con il possibile coinvolgimento dei pediatri di famiglia in caso di carenza di personale.

A Palermo il trend è già in salita. «Negli ultimi due anni abbiamo registrato un incremento importante delle coperture e a 48 mesi siamo già intorno al 94 per cento – sottolinea il manager dell’Asp Alberto Firenze –. Ma al di là del dato numerico, l’obiettivo è fare in modo che tutti possano vaccinarsi». Tra il 17 e il 28 agosto i centri dell’azienda sanitaria hanno somministrato 11.424 dosi, contro le 7.042 dello stesso periodo del 2025 (+62,2%); le dosi di esavalente sono salite da 860 a 1.407 (+63,6%). Solo ieri sono state effettuate 999 vaccinazioni, di cui 121 di esavalente.

Sempre ieri, dopo sette anni di stop, ha riaperto il centro vaccinale dello Zen, decimo presidio della città. «La riapertura di questo centro allo Zen significa riportare un servizio di prevenzione vicino alle famiglie e ai cittadini del quartiere», sottolinea Firenze. La struttura sarà attiva anche per l’open day dell’Asp, che oggi e domani apre diversi centri di Palermo e provincia senza obbligo di prenotazione. Il prossimo appuntamento della task force è fissato per il 3 settembre.

Diretta Sicilia
Follow:
Redazione centrale di Diretta Sicilia. Il team di giornalisti e collaboratori che ogni giorno racconta la Sicilia in tempo reale: cronaca, politica, economia, sport e cultura dalle nove province dell'isola.