Emergono nuovi dettagli sulla vicenda della bambina di quattro anni morta all’ospedale “G. Di Cristina” di Palermo per una sospetta difterite. La piccola era stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale Cervello per due volte nell’arco di pochi giorni, prima che le sue condizioni precipitassero fino al decesso.
Il primo accesso risale a giovedì scorso, 13 agosto, alle 22.20: i genitori l’avevano portata al pronto soccorso con febbre, ipoalimentazione e vomito. Verso mezzanotte la bambina era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con la raccomandazione di tornare in ospedale in caso di peggioramento.
Due giorni dopo, il 15 agosto, intorno alle 18, i genitori l’hanno riportata al pronto soccorso pediatrico del Cervello. Le condizioni erano nettamente peggiorate: nel referto medico si legge che la bambina si presentava «con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita». Nello stesso referto è stato annotato che la piccola non risultava vaccinata, per scelta dei genitori.
La mattina successiva le condizioni sono precipitate: la bambina è stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza, con un rianimatore pediatrico a bordo, alla terapia intensiva pediatrica dell’ospedale dei Bambini Di Cristina. Nella notte successiva, nonostante i medici abbiano tentato di tutto per salvarla, la piccola è morta.
La salma è stata sequestrata dalla Procura di Palermo, che oltre a disporre l’autopsia nell’Istituto di medicina legale del Policlinico ha delegato ai carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche per ricostruire l’accaduto e chiarire eventuali responsabilità, anche riguardo alla correttezza delle procedure ospedaliere.
A dare l’allarme era stata la pediatra di base della bambina, che dopo averla visitata e insospettita dai sintomi aveva sollecitato i familiari a farla ricoverare per sospetta difterite. La piccola, che si chiamava Anna Rosa, era figlia di genitori di un quartiere popolare di Palermo che non avevano voluto vaccinarla, convinti che un caso di autismo in famiglia fosse stato causato da una vaccinazione. La bambina non era praticamente mai stata portata in visita in precedenza.
Martedì pomeriggio, una volta confermata la diagnosi, la pediatra ha scritto a tutti i genitori dei suoi piccoli pazienti: «A seguito del recente riscontro di un caso di difterite in ambito pediatrico si richiama l’attenzione sull’importanza di mantenere aggiornato il calendario vaccinale. La vaccinazione antidifterica è obbligatoria e gratuita per minori 0-16 anni. Invito pertanto le famiglie dei bambini non vaccinati o con ciclo vaccinale incompleto a provvedere con urgenza alla regolarizzazione presso il Servizio vaccinale Asp. La vaccinazione rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dei singoli bambini e della comunità. Si evidenzia inoltre che il caso in questione riguarda un mio paziente con genitori no vax. Si richiede pertanto da parte di tutti voi un riscontro immediato alla vaccinazione».
All’ospedale dei Bambini è ricoverato anche il cuginetto di 4 anni della piccola, con gli stessi sintomi ma non in gravi condizioni: il bambino aveva già fatto i primi tre cicli di vaccinazione. La bimba morta aveva altri tre fratelli, che l’Asp, di concerto con l’ospedale Civico, ha ora vaccinato.
«Abbiamo fatto di tutto per salvare la bambina dal momento in cui l’abbiamo presa in carico. Purtroppo non c’è stato l’esito sperato. Da anni non si registravano casi del genere. Attendiamo l’esito dell’Istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuta a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale», ha dichiarato il direttore sanitario dell’ospedale Civico, Domenico Cipolla. «È da due giorni che siamo impegnati nel tentare di salvare la piccola di quattro anni e mezzo che non era vaccinata come hanno riferito i genitori», ha aggiunto. Quella contro la difterite è una delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini, insieme a quelle per tetano, pertosse, poliomielite, epatite e altre.
«Esprimo a nome mio e di tutto il governo regionale il cordoglio e il profondo dolore per la bimba di quattro anni deceduta la scorsa notte all’ospedale “G. Di Cristina” di Palermo, a causa di una sospetta difterite, malattia per la quale non era stata vaccinata. Questa triste circostanza dimostra quanto sia fondamentale la vaccinazione, unica via per contrastare efficacemente malattie infettive che in passato hanno colpito e debellato intere generazioni», ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso.
«Come rappresentante delle istituzioni sanitarie, e come padre – ha aggiunto – invito categoricamente tutti i siciliani a vaccinare i bambini, ad avere fiducia nella scienza medica, a non dare adito alla disinformazione che su questo tema ha avuto ampia circolazione. I vaccini sono essenziali nella prevenzione di malattie che possono avere conseguenze gravi, e talvolta letali, sui nostri piccoli se non hanno sviluppato adeguate coperture immunitarie».
«Sin dal mio insediamento – ha concluso – ho dato disposizioni per mettere in campo una specifica campagna informativa sull’efficacia della vaccinazione e sulla conseguente responsabilità genitoriale, oltre ad azioni operative e coattive, in sinergia con i pediatri e con le Asp, per verificare la diffusione della vaccinazione tra la popolazione e accrescerne la diffusione».
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