Feci nel mare di Mondello, ordinanza di divieto balneazione vicino al Charleston

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A Mondello scattano i cartelli di divieto proprio nel tratto di mare più frequentato dai palermitani. Il sindaco Roberto Lagalla ha firmato un’ordinanza urgente che vieta la balneazione a ridosso dello storico stabilimento Charleston, dopo che le analisi dell’acqua hanno restituito valori fuori norma.

A far scattare il provvedimento sono stati i campionamenti eseguiti il 26 agosto 2026 dal Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Palermo, che hanno rilevato il superamento dei limiti di legge per gli Enterococchi Intestinali: batteri che, in acqua di mare, segnalano una contaminazione di origine fecale e che per questo vengono monitorati con attenzione dalle autorità sanitarie.

Dove scatta esattamente il divieto?

Il provvedimento riguarda due punti di monitoraggio ben precisi, entrambi a ridosso del Charleston: cinquanta metri a est dell’ingresso dello stabilimento e altrettanti a ovest. Coordinate alla mano, si tratta dell’area compresa tra le due estremità della struttura balneare, uno dei tratti simbolo della spiaggia.

Nello stesso rapporto dell’ASP è emersa un’ulteriore criticità nei pressi dello sbocco Ferro di Cavallo-Locamare, dove la concentrazione di Enterococchi ed Escherichia Coli è risultata ancora più alta. Quel tratto, però, non rientra nella nuova ordinanza perché si trova già sotto un regime di divieto permanente.

Ferrandelli: “Intervento tempestivo e imparziale”

A motivare la scelta dell’amministrazione è l’assessore comunale all’Igiene e Sanità Pubblica, Fabrizio Ferrandelli: “Di fronte agli esiti dei campionamenti abbiamo ritenuto doveroso intervenire immediatamente, in raccordo con il Sindaco, adottando tutte le misure necessarie a tutela dei nostri concittadini”.

L’assessore ha voluto sottolineare anche il metodo seguito dagli uffici: non una singola verifica, ma un monitoraggio continuo che ha permesso di intervenire non appena i dati lo hanno reso necessario, senza attendere ulteriori conferme.

Caccia agli scarichi abusivi

Insieme all’ordinanza è scattata anche la fase operativa: il Comando della Polizia Municipale e AMAP sono stati incaricati di avviare controlli congiunti sul territorio, alla ricerca di eventuali scarichi abusivi o anomalie nella rete fognaria che possano aver causato l’inquinamento del tratto di mare.

Toccherà invece ad AMAT e Polizia Municipale installare la cartellonistica di divieto lungo l’arenile. Una misura che, va precisato, ha carattere precauzionale: resterà in vigore finché l’ASP 6 non certificherà, con nuovi campionamenti, il rientro dei valori entro i limiti previsti dalla legge.

La Vardera: “Avevo ragione, ora pretendo delle scuse”

Non si è fatta attendere la reazione del deputato regionale Ismaele La Vardera, che nelle settimane scorse aveva denunciato l’inquinamento delle acque di Mondello, senza però trovare conferma nelle prime analisi dell’ASP.

“Avevamo ragione perché proprio in quel tratto c’era un livello di E. Coli altissimo. La salute dei cittadini viene prima di ogni cosa”, ha dichiarato, rivendicando la propria battaglia e chiedendo pubbliche scuse a chi lo aveva accusato di aver esagerato.

Il caso Mondello riaccende così i riflettori su un tema che a ogni estate torna d’attualità in Sicilia: la qualità delle acque di balneazione e la capacità delle istituzioni di intervenire in tempo utile, prima che il problema arrivi a toccare la salute di migliaia di bagnanti.

Diretta Sicilia
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