Un liquido sospetto che finisce direttamente in mare dallo storico stabilimento, e un’analisi di laboratorio che conferma il peggiore dei sospetti: presenza di sostanze fecali. È quanto denunciano il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, e i consiglieri comunali di Palermo Giulia Argiroffi e Ugo Forello, dopo una segnalazione arrivata da alcuni bagnanti di Mondello.
I tre hanno già allertato le autorità competenti — sindaco, presidente della Regione, Arpa, Asp, assessorato al Territorio e Ambiente e Guardia di Finanza — chiedendo verifiche urgenti su un presunto scarico abusivo proveniente dall’ex Charleston.
Alla base della denuncia c’è l’analisi di un campione del liquido, affidata a un laboratorio accreditato. Come spiegano i tre esponenti politici: “Abbiamo fatto analizzare un campione di quel liquido da un laboratorio accreditato: i risultati sono allarmanti, con una presenza di Escherichia coli pari a 1.000 UFC/100ml, valore che attesta chiaramente la presenza di sostanze fecali”.
Per La Vardera, Argiroffi e Forello non ci sarebbero dubbi sulla natura dello scarico: “Riteniamo fuor di dubbio la natura abusiva dello scarico: a Mondello non esiste alcuna autorizzazione né presupposto tecnico che possa giustificare lo sversamento in mare di reflui di qualsiasi tipo, siano essi acque nere o meteoriche e dal Charleston addirittura sgocciola a mare acqua con feci”.
I tre parlano di una vicenda che va oltre il singolo abuso: “Ci troviamo di fronte non solo a un’inaccettabile condotta fuorilegge, ma a una totale mancanza di rispetto verso un bene comune primario come la spiaggia e il mare di Mondello, e verso cittadini e turisti che li frequentano e ne godono. Chi gestisce un bene pubblico in concessione ha il dovere etico e morale di sentirsi responsabile nei confronti della comunità, non di danneggiarla”.
La Vardera, Argiroffi e Forello sottolineano di aver informato preventivamente le autorità prima di rendere pubblica la vicenda: “Prima di render pubblica la notizia ci siamo premurati di avvisare le autorità per le opportune verifiche. Nel frattempo, considerato il concreto rischio per la salute pubblica, chiediamo che quel tratto di mare venga immediatamente interdetto alla balneazione in via cautelativa”.
Resta ora da capire quali riscontri emergeranno dai controlli ufficiali degli enti coinvolti, e se il tratto di mare interessato verrà effettivamente chiuso alla balneazione.
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