La Procura di Termini Imerese ha dato parere favorevole alla richiesta di patteggiamento a una pena di quattro anni avanzata da Nicolò Di Salvo, legale rappresentante della Quadrifoglio Group, società che stava eseguendo i lavori alla condotta fognaria di Casteldaccia dove morirono intossicati cinque operai e altri due rimasero gravemente feriti.
Nel procedimento, oltre a Di Salvo, sono imputate cinque persone che saranno giudicate con il rito ordinario e che rispondono di omicidio colposo plurimo, poiché le vittime furono uccise dai gas tossici mentre erano impegnate nello spurgo di una vasca fognaria dell’Amap, l’azienda Acquedotto del Comune di Palermo, che gestisce impianti idrici anche in vari comuni della provincia.
Risultano imputati Wanda Ilarda, dirigente dell’ufficio appalti Amap; Salvatore Rappa, responsabile del procedimento; Girolamo Costa, capo del servizio prevenzione e protezione; Sergio Agati, direttore dell’impianto di Casteldaccia; e Gaetano Rotolo, all’epoca direttore dei lavori. Risultano imputate anche le società Amap e Quadrifoglio Group, a cui viene contestata la responsabilità amministrativa.
Il 6 maggio 2024, nell’impianto persero la vita Epifanio Alsazia, 71 anni; Ignazio Giordano, 59; Roberto Raneri, 51; Giuseppe Miraglia, 47, e l’impiegato interinale dell’Amap Giuseppe La Barbera, 28 anni. Rimasero gravemente feriti Domenico Viola e Giuseppe Scavuzzo, entrambi operai della Quadrifoglio, che avevano tentato di soccorrere i colleghi.
Oggi il gup di Termini Imerese, Sandro Potestio, ha ammesso la costituzione di parte civile dei familiari delle vittime, della Cgil, della Feneal Uil e dell’associazione Sicurezza e Lavoro. “La costituzione di parte civile in un processo come quello della strage avvenuta a Casteldaccia, nella filiera di un appalto di un’azienda pubblica come l’Amap – commentano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – parla anche a tutte le aziende e alle amministrazioni pubbliche, che affidano i lavori in appalto senza accertarsi che le regole minime vengano rispettate”.
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