Il concorso pubblico avviato da Amat per inserire subito 50 nuovi conducenti negli organici del trasporto pubblico palermitano è stato congelato dopo la segnalazione di possibili anomalie nella prova preselettiva. Il presidente della società, Giuseppe Mistretta, ha presentato un esposto in procura e ha informato per iscritto il sindaco Roberto Lagalla e l’assessora comunale Brigida Alaimo. Al centro del caso ci sarebbe la disponibilità, da parte di alcuni partecipanti, delle soluzioni ai quiz proposti durante il test svolto lo scorso 10 giugno all’hotel Saraceno. Lo riporta Repubblica.
Cosa sarebbe accaduto durante la selezione
Alla prova si sono presentati 804 aspiranti autisti, di cui 330 sono stati giudicati idonei a proseguire verso l’esame pratico di guida, con oltre cinquanta punteggi massimi registrati tra i partecipanti. Il piano originario prevedeva l’assunzione immediata di 50 candidati e la formazione di una lista di ulteriori 300 idonei da cui pescare progressivamente. Proprio l’elevato numero di risultati eccellenti avrebbe insospettito chi ha gestito la procedura, portando a un controllo più approfondito sulle modalità di svolgimento del test.
L’azienda corre ai ripari: esposto e verifiche interne
Dopo le prime segnalazioni, l’azienda ha deciso di non procedere alla pubblicazione né delle graduatorie degli ammessi né del calendario per gli esami di guida, lasciando la procedura completamente sospesa fino a nuovo avviso. È stata avviata in parallelo un’indagine interna che dovrà raccogliere relazioni da tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione del concorso, così da ricostruire con precisione la dinamica dei fatti prima che il consiglio di amministrazione decida come procedere. Mistretta ha sottolineato come, al momento, si tratti ancora di ipotesi da verificare e non di conclusioni definitive, rimandando ogni giudizio agli esiti delle verifiche amministrative e dell’eventuale inchiesta giudiziaria.
Le proteste dei candidati esclusi
Sul fronte opposto si muovono quaranta aspiranti conducenti che non hanno superato lo sbarramento iniziale e che si sono già rivolti all’avvocata Nadia Spallitta per impugnare l’esito della selezione. Tra le contestazioni principali figura il mancato rispetto del criterio dell’anonimato nella correzione delle prove, un elemento che secondo i legali potrebbe aver inciso sulla regolarità complessiva del concorso e che si lega direttamente alle irregolarità ora oggetto di indagine.
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