L’arma del delitto non era sul posto per caso. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile, il tubo di ferro con cui è stato ucciso Piero De Luca, pensionato di 69 anni già infermiere al Civico, sarebbe stato portato deliberatamente dal sedicenne ora detenuto al Malaspina con l’accusa di omicidio. Sul terreno, inoltre, sarebbero visibili segni compatibili con il trascinamento del corpo. Elementi che contraddicono nettamente il racconto consegnato dal giovane agli investigatori.
La notte della confessione e la storia delle molestie che non convince
Il ragazzo si era presentato spontaneamente in questura nella notte tra venerdì e sabato, riferendo di aver reagito d’istinto a presunte avances del vicino di terreno. Aveva descritto un incontro in cui De Luca lo avrebbe invitato a bere e poi si sarebbe abbassato i pantaloni: a quel punto, secondo la sua versione, avrebbe afferrato una spranga trovata lì vicino e lo avrebbe colpito. Gli inquirenti, tuttavia, non hanno mai ritenuto credibile questa ricostruzione.
L’ipotesi della rapina e le dodici ore trascorse con il cadavere
I familiari della vittima parlano invece di una rapina premeditata, finita nel sangue. De Luca stava lavorando nel suo appezzamento in via Buonpensiero, lungo il fiume Oreto, in un’area che confina con i terreni della famiglia del minore. Dopo l’omicidio, il ragazzo sarebbe rimasto nella baracca per l’intera giornata, con il corpo davanti a sé. Quando la moglie della vittima ha cominciato a inviare messaggi al marito, è stato lui a rispondere dal telefono di De Luca: «Sono ancora qui», nel tentativo di guadagnare tempo.

Indumenti usati per cancellare le tracce di sangue
Restano aperti numerosi interrogativi su cosa abbia fatto il giovane nelle dodici ore successive all’omicidio. Avrebbe utilizzato degli indumenti per tamponare le pozze di sangue — o per nascondere eventuali segni di trascinamento del corpo? Gli inquirenti vogliono stabilire se la salma sia stata spostata rispetto al punto in cui è avvenuta l’aggressione e se il sedicenne abbia agito da solo o con la complicità di qualcun altro.
Gip, autopsia e analisi dei telefonini: le prossime ore decisive
L’analisi dei dispositivi mobili sequestrati e gli interrogatori dei familiari saranno fondamentali per ricostruire la dinamica dei fatti. Nelle prossime ore è previsto l’interrogatorio di convalida davanti al Gip per l’indagato, assistito dall’avvocato Michele Giovinco. Contestualmente verrà eseguita l’autopsia sul corpo di Piero De Luca, che potrà fornire ulteriori elementi sulla causa e sulle modalità della morte.


