Dal 15 maggio i traghetti per le isole minori siciliane costeranno tra il 30 e il 50% in più. Caronte & Tourist ha comunicato l’aumento alle biglietterie di scalo con una nota ufficiale, colpendo residenti, pendolari, turisti e autotrasportatori. Fanno eccezione, per ora, i collegamenti con Lampedusa e Linosa, che mantengono il listino attuale.
Alla base della decisione c’è il blocco della procedura di riequilibrio economico-finanziario avviata a luglio 2025 e mai portata a termine dagli enti nazionali e regionali competenti. La società si è definita costretta a riattivare misure tariffarie sospese in precedenza per garantire la sostenibilità del contratto di convenzione che regola il servizio pubblico.
Non tutto, però, è perduto. Da Palazzo d’Orleans trapela che in settimana è già fissato un incontro a Roma tra i vertici dei dipartimenti Infrastrutture della Regione siciliana e del Ministero. L’obiettivo è dare attuazione a una soluzione già concordata politicamente tra il governatore Schifani, il ministro Salvini, l’assessore Aricò e il viceministro Rixi: ridurre di sei mesi la durata della convenzione — attualmente in vigore fino al 2028 — mantenendo invariati gli importi complessivi.

Nel frattempo, il caro-carburante continua a pesare su tutta l’economia siciliana. A farne le spese per prime sono le marinerie. Giovanni Basciano, presidente del Centro di competenza del Distretto pesca di Mazara del Vallo, parla di uscite in mare dimezzate e redditi ridotti al lumicino: per un’imbarcazione oltre i 24 metri, il costo del carburante è passato da una media di 6-9mila euro fino a 13.440 euro a pieno, secondo Confcooperative Fedagripesca. Un rialzo che si scarica inevitabilmente sui prezzi del pesce per i consumatori.
Le campagne non stanno meglio: Coldiretti Sicilia stima che nei primi due mesi del conflitto in Medio Oriente pastori e allevatori abbiano già sostenuto fino a 3.600 euro di costi aggiuntivi. Il quadro complessivo è pesante: secondo la Cgia, i siciliani spenderanno nel 2025 quasi due miliardi di euro in più rispetto all’anno precedente per luce, gas e carburanti, con un incremento del 17% — settimo dato più alto a livello nazionale.


