Ripresa dei matrimoni e ristori, wedding in crisi chiede la ripartenza delle nozze

Protocollo per la ripresa dei matrimoni presentato alla Camera da Luigi Auletta, le 23 pagine anche nelle mani di Ruggero Razza, assessore alla Sanità in Sicilia

Sono migliaia le coppie siciliane in attesa di sapere se nel 2021 potranno sposarsi o no. Sono decine di migliaia i lavoratori del wedding in attesa di conoscere il proprio futuro. Mentre le associazioni presentano ai governi nazionale e regionali  i protocolli per la ripartenza dei matrimoni, sono tantissimi i professionisti con l’acqua alla gola. Il rischio è che molte aziende del settore wedding non riescano a sopportare ancora chiusure e mancati introiti.

Oltre 13 mesi di zona rossa

Luciano Paulillo, presidente Airbm, associazione italiana regalo e bomboniera, traccia il bilancio del mondo wedding, fermo da oltre un anno. “Il 2020 è stato un anno terribile per il nostro settore, siamo in “zona rossa” per 13 mesi, da marzo 2020 ad oggi, un danno incalcolabile per l’intera filiera”. Questa la sintesi che rispecchia lo stato d’animo di tutti i professionisti del settore matrimoni.

Perso l’80 percento del fatturato

“Tra DPCM e ordinanze regionali, che hanno impedito di svolgere cerimonie e feste religiose, alle quali si aggiungono la chiusura delle chiese, anche nei periodi di apertura sociale, abbiamo a oggi ben 13 mesi d’inattività totale – prosegue Paulillo -. I numeri parlano chiaro a livello nazionale abbiamo perso l’80% del fatturato, pari a ben 29 miliardi di euro per il 2020, mentre il 100% da gennaio a marzo 2021. Il dato finale della perdita di fatturato è raffrontato a quanto registrato nel 2019 con circa 35 miliardi di euro”.

Le pesanti restrizioni alla celebrazione dei matrimoni

Secondo i dati forniti dall’Istat nel periodo Gennaio/Ottobre in Italia si sono celebrati circa 85 mila matrimoni. Sono stati 170mila stesso periodo del 2019 e 182mila nel 2018. Tra gennaio e luglio 2020 si sono celebrati in Italia 34.059 matrimoni. Nello stesso periodo del 2019 i matrimoni furono 101.461. Il calo a picco è dovuto ovviamente in massima parte al Covid. Nel II trimestre 2020 si delinea il vero crollo per via delle “pesanti restrizioni relative alla celebrazione dei matrimoni religiosi durante il lockdown, così come per quelle finalizzate a ridurre gli eventi di stato civile che hanno luogo nei Comuni”.

A rischio tanti posti di lavoro

La diminuzione rispetto al secondo trimestre 2019 è stata di circa 80% per i matrimoni, di circa 60% per le unioni civili e le separazioni/divorzi consensuali presso i comuni e i tribunali. Ma la perdita dei posti di lavoro è il pericolo più grande. In Sicilia  è stato aprovato un emendamento proposto in commissione Bilancio e incardinato nella finanziaria che prevede un  contributo a fondo perduto per gli operatori economici del settore. Sono stati stanziati 3 milioni di euro a valere sui fondi Poc da usare come ristori.

Si lavora per la ripresa dei matrimoni

Come abbiamo già detto nei giorni scorsi, un protocollo per la ripresa dei matrimoni è presentato alla Camera da Luigi Auletta, responsabile settore wedding ed eventi di Confesercenti Campania. Il documento prevede il doppio tampone salivare. Si tratta di un test non invasivo, con alta percentuale di affidabilità (il 97%). Il primo test dovrebbe essere eseguito solo sugli sposi e le famiglie. Il secondo a 48 ore dall’evento su sposi, famiglie e invitati.

Il protocollo per i matrimoni 2021

La proposta di Confesercenti  si trova in un documento di 23 pagine ed è stata recepita da alcuni deputati. L’obiettivo, ha spiegato Auletta, è ripartire “tutelando gli sposi, tutti gli invitati e gli operatori stessi del settore wedding nella massima attenzione”. Il protocolloè arrivato anche in Sicilia, come dimostra la foto in copertina. “Tra le prime Regioni ad accogliere il suo appello – ha detto nei giorni scorsi Confesercenti – c’è la Sicilia che ha organizzato un incontro con l’Assessore alla Salute Ruggero Razza e l’Assessore alla Sanità del Comune di Licata Carmelo Castiglione, che lo hanno ricevuto nella sede di Palermo per presentare le 23 pagine di un protocollo”.

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