La polizia municipale di Palermo fatica a presidiare le zone rosse e fa i conti con un organico che invecchia: l’età media degli agenti è arrivata a 56 anni. A denunciarlo è stato il comandante Angelo Colucciello, ex colonnello dei Carabinieri, intervenuto al convegno regionale dell’Anvu a Terrasini. Per il vertice dei vigili del capoluogo non basta aumentare i numeri: “Bisogna cominciare ad arruolare non semplicemente ad assumere, cioè formare persone adeguate”.
Assunzioni a Palermo: “arruolare” non vuol dire solo “assumere”
Colucciello ha messo l’accento su una questione che la città conosce bene: la carenza di personale in divisa. Secondo il comandante, la mancanza di agenti e un’età media del corpo che ha toccato i 56 anni svuotano di significato le nuove norme. Nelle sue parole, questa situazione “rende vuota la norma e impossibile la safety di una città come Palermo”.
La distinzione tra assumere e arruolare, nel suo ragionamento, riguarda la qualità del reclutamento. Non basta riempire i posti vacanti: servono persone preparate, formate per affrontare compiti che negli ultimi anni sono diventati più numerosi e complessi.
Zone rosse, il nodo della banca dati
Il comandante ha poi distinto le attività che gli agenti riescono a svolgere da quelle in cui si trovano in difficoltà. “Finché si tratta di controlli di natura amministrativa siamo stati e saremo sicuramente in grado di farli”, ha spiegato Colucciello. Il quadro cambia quando il corpo viene chiamato a operare nelle zone rosse.
Si tratta delle aree individuate dal prefetto, dove è necessario intensificare i controlli ed allontanare i soggetti che creano insicurezza per l’ordine pubblico. Qui, ha spiegato il comandante, la polizia municipale non può agire in modo efficace, perché non dispone dei collegamenti con la banca dati delle forze di polizia. Senza quello strumento, il lavoro sul campo resta limitato proprio dove le istituzioni chiedono più incisività.
Il convegno Anvu: “Oltre il verbale”
L’intervento di Colucciello si è inserito nel 6° convegno di Anvu Regione Sicilia, che ha riunito a Palazzo D’Aumale la polizia municipale siciliana sotto il titolo “Oltre il verbale”. L’incontro, a carattere formativo, ha offerto agli agenti un’occasione per confrontarsi con le nuove norme e le nuove tecnologie. Al centro del dibattito ci sono stati i compiti di controllo del territorio e di polizia affidati ai corpi locali dalla riforma della Polizia locale, approvata da poco.
Dalla platea è emerso un certo malumore. Gli operatori lamentano che la riforma non riconosca la nuova identità della polizia di prossimità, la prima a stare a contatto con le persone, ma ancora percepita come una polizia di serie minore. Gli agenti respingono con forza anche l’immagine del vigile che “fa cassa” mettendo le mani nelle tasche dei cittadini.
Il presidente regionale di Anvu, Giovanni Battista D’Amico, ha elencato le sfide quotidiane che oggi gravano sugli agenti: l’uso delle bodycam e dell’intelligenza artificiale, l’esecuzione degli sfratti e lo sgombero delle case occupate, la gestione di persone non collaborative evitando episodi critici come quello avvenuto a Bologna, il taser e i comportamenti da tenere nelle zone rosse, spesso senza mezzi adeguati. Su tutto questo, ha precisato, “non c’è nessuna formazione ufficiale ed è qui che subentriamo noi che, da anni, proviamo a colmare questo gap”.
Trasporto gratuito, la promessa di Aricò
Una notizia positiva per la categoria è arrivata dall’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò. Intervenendo al convegno, ha annunciato una norma che prevede la gratuità del trasporto pubblico extraurbano per tutte le forze di polizia locale.
“Mettiamo fine ad una disparità di trattamento che durava da anni”, ha affermato l’assessore, spiegando che la strada scelta è quella della legge. Il decreto che aveva già presentato, con una motivazione di carattere estensivo, era stato infatti bloccato in commissione parlamentare. Aricò ha assicurato che il disegno di legge sarà approvato “nelle prossime giornate”.
Chi c’era a Terrasini
Al tavolo dei lavori, oltre a Colucciello, D’Amico e Aricò, sono intervenuti la senatrice Dafne Musolino, componente della Commissione Affari costituzionali del Senato, e Giuseppa Puleo, dirigente della Polizia delle Frontiere. Presenti anche Leonardo Spera, vicepresidente di Anci Sicilia e sindaco di Contessa Entellina, Antonio Ragonesi, capoarea Sicurezza e Protezione civile dell’Anci, e Diego Peruga, comandante della Polizia municipale di Catania. Hanno partecipato inoltre Giovanni Cicala, comandante dei vigili di Terrasini, l’assessore alla Polizia municipale del comune Rosaria Li Cavoli e Piero Marsala, key account manager project di Hikvision Italy.

