Palermo piange Jo, l’imprenditore tunisino morto in moto sulla circonvallazione

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Lo chiamavano tutti Jo, ed era diventato un volto conosciuto a Palermo per la sua bravura nel settore edile. Jalel Jlassi, 42 anni, imprenditore di origine tunisina, è morto venerdì sera in un violento incidente in moto sulla circonvallazione, dopo un impatto contro il guardrail che non gli ha lasciato scampo.

Chi era Jalel Jlassi

Jlassi era arrivato in Sicilia per la prima volta agli inizi degli anni Duemila. Negli anni aveva diviso la propria esistenza tra la Tunisia e l’Italia, ma Palermo era diventata la sua vera casa: un legame tanto forte da spingerlo, in un momento della sua vita, a rientrare in città a bordo di un barcone pur di non restare nel Paese d’origine, verso il quale non nutriva un attaccamento particolare. Dopo un percorso personale segnato da più matrimoni e quattro figli avuti da diverse compagne, dal 2021 si era stabilito definitivamente a Palermo, dove viveva a Tommaso Natale insieme alla compagna e al figlio più piccolo, nato dalla loro relazione.

Nel settore dell’edilizia si era costruito una solida reputazione, diventando un punto di riferimento per chi cercava lavori di ristrutturazione eseguiti con cura. Un cliente lo ricorda come un professionista instancabile, capace di dedicare anche dodici ore al giorno ai cantieri, con un approccio pratico che lo portava a semplificare ogni difficoltà con il suo tipico “Ci penso io”. Proprio venerdì sera, Jlassi aveva lasciato un cantiere in un appartamento del centro cittadino diretto verso casa, a Tommaso Natale, quando la circonvallazione si è rivelata fatale.

Dinamica dell’incidente

Il sinistro è avvenuto intorno alle 19,40 di venerdì lungo la carreggiata centrale di viale Regione Siciliana, in direzione Trapani. Secondo la prima ricostruzione del Nucleo Infortunistica della polizia municipale, coordinato dal commissario Gaspare Iannì, Jlassi avrebbe superato la salita successiva al sottopassaggio di piazzale Einstein trovandosi improvvisamente davanti alla coda di veicoli fermi al semaforo pedonale poco più avanti. Nel tentativo di frenare per evitare il tamponamento, il motociclista avrebbe perso l’equilibrio, cadendo sull’asfalto e scivolando fino a schiantarsi contro uno dei montanti del guardrail.

L’urto è stato devastante: Jlassi ha riportato un trauma cranico che si è rivelato fatale. La moto, dopo l’impatto con il motociclista, ha proseguito la sua corsa strisciando sull’asfalto per circa quindici metri, andando a colpire una Volkswagen Polo che si trovava ferma in attesa del verde.

I soccorsi e la corsa contro il tempo

A intervenire per prima è stata l’ispettrice Sonia Pecorella, del Nucleo Infortunistica della polizia municipale, giunta sul posto con la propria pattuglia e che ha avviato immediatamente le manovre di rianimazione. Poco dopo si è fermato spontaneamente un medico di passaggio, che si è unito ai soccorsi in attesa dell’ambulanza del 118. Il personale sanitario ha proseguito i tentativi per oltre un’ora, ma le lesioni riportate nell’impatto non hanno lasciato scampo: il decesso è stato dichiarato alle 20,23.

Dai primi accertamenti degli agenti non risulterebbero coinvolti altri mezzi nella fase della caduta. Il conducente della Polo, sentito dagli operatori, ha raccontato di essere fermo al semaforo rosso nel momento in cui la moto, ormai priva di controllo, ha terminato la propria corsa contro la sua vettura. Sia la Honda Transalp che la Polo sono state sottoposte a sequestro per gli accertamenti del caso.

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