Rischio eventi meteo estremi in autunno in Sicilia, l’allarme del Dipartimento di Protezione Civile

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Pioggia e grandine nel Palermitano, scatta l'allerta meteo gialla

Centomila punti critici sparsi tra strade, torrenti e centri abitati. È questo il numero che la Protezione Civile della Regione Siciliana ha messo nero su bianco per lanciare l’allarme in vista dell’autunno, la stagione in cui la Sicilia paga il conto più salato al maltempo estremo.

A firmare l’allerta è il direttore generale Salvatore Cocina, che ha inviato a Sindaci, Prefetture e gestori di reti e infrastrutture la Circolare n. 1/2026_CFD-Idro. Il messaggio è diretto: prepararsi subito, prima che le prime perturbazioni autunnali mettano alla prova un territorio già fragile.

Perché il mare “carico” di calore fa paura

Dietro l’allerta c’è un meccanismo che i tecnici della Protezione Civile conoscono bene. Le temperature marine rimaste elevate per tutta l’estate accumulano energia termica che, al contatto con le prime correnti fredde di ottobre e novembre, può scatenare temporali violenti, grandinate e piogge di forte intensità in tempi molto brevi.

A complicare il quadro contribuiscono gli incendi che hanno bruciato ettari di vegetazione nei mesi scorsi e la lunga aridità che ha indurito i terreni. Suoli spogli e compattati assorbono meno acqua e reagiscono alle piogge intense con colate rapide di fango, distacchi di massi e alluvioni lampo capaci di allagare in pochi minuti interi quartieri.

Il precedente che nessuno vuole rivivere

Il riferimento più immediato è il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio 2026 si è abbattuto sulla Sicilia con mareggiate storiche, frane estese e danni pesanti alle infrastrutture: le stime parlano di oltre mezzo miliardo di euro di danni solo per l’Isola, con punte che secondo alcune valutazioni hanno superato il miliardo. Un evento che la Protezione Civile regionale cita esplicitamente come misura della posta in gioco quando il sistema di prevenzione non riesce ad anticipare la furia del maltempo.

Le fragilità nascoste sotto le città

La circolare punta il dito anche su un problema strutturale meno visibile ma altrettanto pericoloso: il reticolo idrografico modificato nel tempo da tombinature, restringimenti degli alvei e passaggi a guado mai messi in sicurezza. A questo si somma l’impermeabilizzazione dei centri urbani, cresciuta secondo la Protezione Civile fino a dieci volte rispetto agli anni Cinquanta, che riduce drasticamente la capacità del terreno di assorbire l’acqua piovana e accelera il rischio di allagamenti improvvisi.

Come sapere se la propria strada è tra i 100mila punti a rischio

La Regione ha reso consultabile da chiunque la mappa WebGIS con l’elenco dei nodi critici comune per comune, raggiungibile attraverso il portale ufficiale della Protezione Civile siciliana. Uno strumento pensato non solo per i tecnici comunali, ma anche per i cittadini che vogliono sapere se transitano ogni giorno su un sottopasso o un guado segnalato come pericoloso.

Ai Comuni e agli altri soggetti competenti è stato chiesto di verificare e aggiornare i dati esistenti, accelerare la pulizia straordinaria di caditoie, tombini e alvei, e tenere sotto monitoraggio costante i punti più esposti nei giorni di allerta.

Il ruolo chiave dei sindaci

Un passaggio della circolare richiama direttamente la responsabilità dei primi cittadini: in quanto autorità locali di protezione civile, dovranno attivare tempestivamente i sistemi comunali e il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) sulla base dei livelli di allerta stabiliti ogni giorno alle 16.00 dall’Avviso-Idro del Centro Funzionale Decentrato, consultabile sul sito della Protezione Civile regionale.

Con l’autunno alle porte, la partita si gioca ora, nelle settimane in cui manutenzione e prevenzione possono ancora fare la differenza tra un temporale gestito e un’emergenza fuori controllo.

Diretta Sicilia
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