Aveva 31 anni Andrea Liberto, l’uomo morto folgorato in uno scantinato di viale Michelangelo a Palermo mentre cercava di individuare l’origine di un guasto all’impianto idrico. Il giovane, dipendente di un negozio di mobili di Carini, si trovava nel locale interrato per verificare lo stato delle tubazioni quando è stato investito da una scarica elettrica fatale.
Il locale, allagato per la perdita d’acqua, sarebbe stato teatro di un contatto accidentale tra Liberto e una scaffalatura metallica attraversata da corrente. L’intervento dei sanitari del 118, giunti sul posto in pochi minuti, non è servito a salvargli la vita.
Al vaglio degli inquirenti un allaccio abusivo alla rete elettrica
Gli investigatori stanno ora lavorando per ricostruire con esattezza la dinamica degli ultimi istanti di vita del 31enne. Gli agenti della Polizia hanno avviato accertamenti mirati a individuare la fonte della dispersione elettrica che ha provocato la scarica mortale.
Nel corso dei controlli è emerso un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo: la presenza di un collegamento abusivo alla rete elettrica pubblica, per il quale risulta indagata una donna. Sarà compito degli inquirenti stabilire se quell’allaccio irregolare abbia effettivamente contribuito alla morte di Liberto o se la scarica fatale sia invece da ricondurre a un’altra anomalia dell’impianto elettrico del locale.
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