Rischio Medicane in Sicilia a settembre, i mari sono troppo caldi

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Il mare che bagna la Sicilia in questi giorni ha una temperatura fuori scala per il periodo: punte fino a 30 gradi in alcuni tratti, un'anomalia che gli esperti osservano con crescente attenzione. Non è un dettaglio da poco, perché proprio quell'energia accumulata nelle acque potrebbe alimentare fenomeni estremi nelle prossime settimane.

Il mare che bagna la Sicilia in questi giorni ha una temperatura fuori scala per il periodo: punte fino a 30 gradi in alcuni tratti, un’anomalia che gli esperti osservano con crescente attenzione. Non è un dettaglio da poco, perché proprio quell’energia accumulata nelle acque potrebbe alimentare fenomeni estremi nelle prossime settimane.

Secondo le proiezioni meteorologiche a lungo termine riportate da Sky TG24, tra la Libia e la Sicilia potrebbe formarsi un Medicane, il ciclone mediterraneo che in certe condizioni arriva ad assomigliare, per intensità e struttura, agli uragani tropicali. Va detto subito: si tratta di uno scenario a bassa probabilità, che gli esperti considerano ancora da confermare nei prossimi giorni.

Cosa cambia già da mercoledì

Prima di guardare a scenari più lontani, c’è un cambiamento meteo imminente da monitorare. Fino a martedì 8 settembre l’anticiclone continuerà a garantire caldo pienamente estivo su tutta Italia, con punte di 35-36 gradi al Sud e sulle Isole maggiori.

Da mercoledì 9 settembre, però, l’alta pressione inizierà a indebolirsi e una massa d’aria più fresca scenderà dalle latitudini settentrionali, portando temporali intensi, grandinate e nubifragi soprattutto su Liguria di Levante, Triveneto, Toscana e Lazio. Il fronte, legato a un potente ciclone extratropicale tra Islanda e Scozia che nel Regno Unito ha già generato venti oltre i 100 chilometri orari, scivolerà poi verso Sud: tra giovedì 10 e venerdì 11 settembre l’instabilità raggiungerà anche le regioni meridionali, con un deciso calo delle temperature.

Perché il mare caldo può fare la differenza

È qui che entra in gioco il Mediterraneo. In diverse aree la superficie del mare resta oltre i 27 gradi, con punte locali di 30. Il calore accumulato durante l’estate viene rilasciato lentamente nell’atmosfera: da un lato attenua il calo termico lungo le coste, dall’altro può trasformarsi in carburante per sistemi perturbati, quando le altre condizioni atmosferiche lo permettono.

È proprio l’incrocio tra l’arrivo di aria fresca in quota e un mare ancora bollente a rendere l’evoluzione di fine settembre particolarmente interessante da seguire per il Sud Italia.

Medicane, un fenomeno raro ma non estraneo alla Sicilia

Il termine nasce dalla fusione tra Mediterranean e hurricane, e descrive un ciclone che si forma nel bacino del Mediterraneo assumendo caratteristiche visive e strutturali simili a quelle di un uragano tropicale, pur con una dinamica di formazione differente. Può portare venti molto intensi e piogge torrenziali, con rischi concreti di alluvioni nelle zone più fragili dal punto di vista idrogeologico.

Si tratta comunque di fenomeni rari, favoriti dalla combinazione tra mare caldo e ingresso di aria fredda in quota: una miscela che l’autunno, stagione in cui le acque conservano ancora molto calore estivo, rende più probabile. Sicilia, Calabria e Puglia, insieme a Grecia, Libia e altre coste del Nord Africa, rientrano tra le aree del Mediterraneo storicamente più esposte, così come il Mar Ionio.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Al momento, va ribadito, nessun Medicane è previsto con certezza sulla Sicilia e non esiste una traiettoria definita. Il primo tassello concreto resta il peggioramento meteo atteso su scala nazionale tra giovedì e venerdì, con la perturbazione che scenderà progressivamente verso Sud.

Guardando più in là, le tendenze stagionali indicano una maggiore probabilità di piogge superiori alla media su parte dell’Europa meridionale e occidentale, in un autunno che a livello continentale potrebbe comunque risultare più caldo della norma. Per la Sicilia, il countdown è già iniziato: settembre sarà il mese in cui capire davvero cosa bolle nel Mediterraneo.

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