Prima le fiamme, poi la terra che trema: le Madonie vivono ore di apprensione a distanza di appena due giorni dall’incendio che ha colpito Polizzi Generosa. Ieri pomeriggio, alle 14:57, una scossa di magnitudo 3.3 ha interessato il comprensorio, con epicentro localizzato a circa due chilometri a nord di Petralia Sottana. Nessun danno è stato segnalato, ma il boato sotterraneo è bastato a far salire il livello di allerta tra chi, solo due giorni prima, aveva fatto i conti con le fiamme.
Un sussulto percepito distintamente, nonostante l’intensità contenuta
Secondo i dati diffusi dall’Ingv di Roma, l’ipocentro del sisma si trova a 9 chilometri di profondità, un dato che spiega perché, pur trattandosi di una magnitudo relativamente moderata, la scossa sia stata avvertita con chiarezza da buona parte della popolazione. Le segnalazioni sono arrivate da Polizzi Generosa, Petralia Soprana e Petralia Sottana, i centri più vicini all’epicentro. Sui social network molti residenti hanno raccontato di aver avvertito un movimento netto e improvviso, capace di far tremare oggetti e infissi per alcuni istanti.
Perché le Madonie tremano spesso
Il massiccio delle Madonie fa parte della catena montuosa siculo-maghrebide, generata dalla spinta compressiva tra la placca africana e quella europea. Questo assetto geologico rende l’intera area soggetta a una sismicità diffusa, quasi sempre di intensità contenuta. Non è la prima volta che il territorio registra scosse: già lo scorso marzo era stato rilevato un evento di magnitudo 1.7, mentre nel luglio 2018 un altro terremoto aveva raggiunto magnitudo 3.
Le rassicurazioni dell’Ingv
Dall’Ingv arriva un messaggio di cautela ma anche di rassicurazione: il fenomeno di ieri rientra nella normale attività sismica che caratterizza la Sicilia, territorio geologicamente vivo e in costante assestamento. Al momento non risultano criticità a edifici, infrastrutture o persone, e la situazione nel comprensorio resta sotto osservazione.
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