Bimba morta per difterite a Palermo, l’esperto: «Il batterio può ancora essere in giro»

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Il decesso della piccola Annarosa, 4 anni, all’ospedale dei Bambini di Cristina di Palermo, riapre un interrogativo che l’Italia non affrontava da decenni: il batterio della difterite può ancora circolare nel Paese, anche tra persone che non sanno di esserne portatrici. A fare chiarezza sul caso è Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, che allontana ogni ipotesi di errore medico e ricostruisce le difficoltà diagnostiche che hanno accompagnato la vicenda.

Secondo l’infettivologo, i sintomi iniziali della difterite non si distinguono in alcun modo da quelli di una tonsillite o di una sindrome influenzale: mal di gola, febbre, scarso appetito. Un quadro comunissimo che, in un Paese dove la malattia non si manifesta da moltissimi anni, rende quasi impossibile per un medico sospettarla fin dalle prime visite.

Il nodo più difficile da sciogliere resta l’origine del contagio. «Il batterio della difterite potrebbe ancora circolare e possono esserci portatori sani, dunque inconsapevoli», sottolinea Cascio. «Non ci sono casi di difterite in Italia da tantissimi anni ed è difficile capire come la bambina possa essere entrata in contatto con il batterio. La malattia è stata debellata, ma non sono state effettuate indagini per capire se il batterio continui a circolare tra la popolazione».

L’ipotesi più concreta chiama in causa proprio i portatori sani: individui che ospitano il batterio senza sviluppare alcun sintomo, e che per questo possono trasmetterlo senza saperlo. Da qui la necessità di ricostruire ogni contatto avuto dalla bambina nei giorni precedenti. «Il rischio è abbastanza elevato per chiunque possa essere entrato in contatto con lei, ancora di più se non vaccinato», avverte Cascio. «Sicuramente adesso verranno tracciati gli spostamenti e le persone più a rischio saranno sottoposte a profilassi preventiva. I componenti del nucleo familiare non vaccinati verranno sottoposti a vaccinazione».

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