Follia al Pronto soccorso del Civico, paziente in attesa aggredisce operatori e ferisce paziente

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Torna a essere teatro di violenza il Pronto Soccorso dell’Arnas Civico di Palermo, colpito da un nuovo episodio di aggressione ai danni del personale sanitario a distanza di appena sette giorni dal precedente. Nel pomeriggio di oggi un paziente, insofferente per l’attesa nonostante fosse già stato preso in carico dai sanitari, ha dato in escandescenze aggredendo fisicamente gli operatori presenti.

Nel corso della sommossa sono stati danneggiati postazioni informatiche e arredi del reparto, con oggetti scagliati all’interno dei locali. Nel caos è rimasto coinvolto anche un altro paziente, presente in quel momento nella struttura e totalmente estraneo ai fatti.

A commentare l’accaduto è Giampiero Buglisi, segretario aziendale Nursind, che parla di un campanello d’allarme non più ignorabile: due episodi violenti in appena una settimana dimostrerebbero, a suo avviso, l’insufficienza delle attuali misure di prevenzione e del servizio di vigilanza. Il sindacalista si chiede quali conseguenze debbano ancora verificarsi prima che vengano adottati interventi concreti a tutela di lavoratori e pazienti.

Il reparto di emergenza del Civico dispone di una capienza ufficiale di 54 posti, ma si trova quotidianamente a fronteggiare afflussi che superano anche le 100 persone. Questo squilibrio tra capacità ricettiva e domanda reale, sottolinea il sindacato, complica ulteriormente il mantenimento di condizioni di sicurezza adeguate sia per il personale che per i pazienti.

Alla protesta si unisce anche Marco Pirrone, dirigente sindacale Nursind, che chiede non gesti simbolici di vicinanza ma risposte istituzionali immediate e concrete, ribadendo che il personale non può più attendere che si verifichi un evento ancora più grave prima di vedere attuate misure di tutela.

Secondo Nursind, la questione supera i singoli episodi di cronaca e riguarda un sistema strutturalmente fragile, messo sotto pressione da sovraffollamento, carenza di organico, lunghe attese e condizioni lavorative sempre più gravose. Il sindacato ha annunciato l’intenzione di richiedere formalmente l’apertura di un tavolo tecnico aziendale per individuare soluzioni operative, e di segnalare la situazione al Prefetto di Palermo, ritenendo che la ripetizione ravvicinata degli episodi non permetta più di trattarli come casi isolati.

Buglisi ricorda che dentro il Pronto Soccorso si incrociano due diritti che vanno entrambi garantiti: quello dei pazienti a ricevere cure adeguate e quello di chi lavora a farlo senza temere per la propria incolumità. Il personale sanitario, aggiunge il sindacalista, continua comunque a svolgere il proprio compito con professionalità, nonostante le difficoltà quotidiane.

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