Un neonato affetto da una combinazione di malformazioni congenite estremamente rara è stato salvato al Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, grazie alla collaborazione tra quattro équipe specialistiche di due diverse aziende ospedaliere cittadine. Il piccolo, oggi dimesso in buone condizioni, è tornato a casa dopo un percorso di cura durato settimane.
Il bambino era nato in un altro ospedale palermitano e da lì era stato trasferito all’AOUP per un sospetto di atresia esofagea, malformazione che impedisce la normale continuità dell’esofago e che richiede un intervento chirurgico rapido, oltre a una gestione delicata delle vie respiratorie e digestive.
Durante la fase di preparazione all’intervento, mentre il neonato si trovava in Terapia Intensiva Neonatale, i medici hanno individuato ulteriori problemi legati al sistema cardiovascolare: un arco aortico posizionato sul lato destro, un’arteria succlavia anomala con un diverticolo di Kommerell e un anello vascolare completo. Le nuove diagnosi hanno reso necessario un piano di cura condiviso tra più specialisti.
È nato così un percorso multidisciplinare che ha unito le forze della Terapia Intensiva Neonatale, della Chirurgia Pediatrica, della Diagnostica per Immagini e dell’Anestesia e Rianimazione del Policlinico con quelle della Cardiochirurgia Pediatrica dell’ARNAS Civico. L’obiettivo condiviso è stato quello di stabilire insieme rischi, tempistiche e modalità dell’operazione, oltre al percorso assistenziale successivo. I genitori sono stati tenuti costantemente informati e coinvolti in ogni scelta.
Dopo l’intervento, il neonato ha gradualmente riacquistato la capacità di alimentarsi da solo con il poppatoio, fino alla dimissione in condizioni cliniche stabili.
La Direttrice Generale del Policlinico, Maria Grazia Furnari, ha commentato: “Il successo di questo intervento dimostra come la rete delle eccellenze sanitarie del nostro territorio sia in grado di affrontare con competenza anche i casi più complessi e rari. Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento a tutti i professionisti coinvolti – medici, infermieri, tecnici e personale sanitario – che hanno operato con grande preparazione, dedizione e spirito di squadra”.
Il professor Mario Giuffrè, direttore della Neonatologia con Utin dell’AOUP, ha spiegato: “La gestione di patologie neonatali complesse, come in questo caso, richiede l’integrazione di diverse competenze. La comunicazione costante tra le equipe, la disponibilità immediata dei diversi specialisti e la continuità assistenziale in Terapia Intensiva Neonatale sono gli elementi cruciali del modello organizzativo in essere al Policlinico di Palermo per consentire la presa in carico dei neonati critici e l’assistenza più adeguata e personalizzata anche nelle condizioni più rare e a maggior rischio”.
Anche la professoressa Maria Rita Di Pace, responsabile della UOSD di Chirurgia Pediatrica, ha voluto sottolineare il valore della sinergia tra le due strutture: “Ogni fase del percorso di cura è stata condivisa, pianificata e coordinata tra i diversi professionisti e le diverse unità operative. Un elemento di particolare rilievo di questo percorso di cura è rappresentato dalla collaborazione il Policlinico “Paolo Giaccone”, che ha gestito l’intero iter diagnostico-terapeutico del neonato con la degenza in Terapia Intensiva Neonatale e gli interventi dell’equipe di Chirurgia Pediatrica, e l’ARNAS Civico, la cui equipe di Cardiochirurgia Pediatrica è intervenuta per la risoluzione dell’anello vascolare”.
Ha chiuso il quadro il professor Fiore Iorio, cardiochirurgo della UOC di Cardiochirurgia Pediatrica dell’ARNAS Civico: “Questa esperienza conferma la validità delle reti cliniche integrate e della collaborazione interaziendale per le patologie neonatali e pediatriche ad alta complessità, in cui la sinergia tra strutture diverse rappresenta la chiave del successo terapeutico”.
Un caso che, secondo i responsabili delle due aziende sanitarie, conferma la capacità della rete ospedaliera palermitana di gestire con efficacia anche le patologie neonatali più rare e complesse.
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