Una scarica di proiettili ha preso di mira questa notte il bar Chéri, in via Ignazio Mormino, nel quartiere Zen di Palermo. È l’ultimo, e finora più grave, episodio di una serie di intimidazioni che da settimane colpisce l’attività commerciale.
Il raid è scattato verso le 00:30. Un kalashnikov ha vomitato diversi colpi contro il fianco del locale, frantumando alcune vetrate. Gli agenti della polizia, giunti sul posto, hanno raccolto circa venti bossoli sparsi sull’asfalto.
A essere colpita è stata la parte laterale dell’edificio, in corrispondenza dei condizionatori esterni. Chi ha sparato si sarebbe poi dileguato lungo via Marco Fanno, arteria buia e sguarnita di telecamere di sorveglianza.
Sul posto sono giunte le volanti della polizia di Stato insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno transennato la zona per effettuare i rilievi, recuperare i bossoli e ricostruire la traiettoria degli spari. Gli investigatori stanno ora esaminando i filmati delle telecamere della zona per risalire ai responsabili.
Nonostante la gravità dell’episodio, questa mattina il bar ha riaperto regolarmente, saracinesca alzata e attività proseguita come sempre.
Per il locale dello Zen si tratta del terzo attacco in appena tre settimane. Tutto era iniziato il 17 giugno, quando davanti all’ingresso erano state trovate delle bottigliette di benzina accompagnate da un biglietto con una richiesta estorsiva da 5.000 euro. Il 25 giugno era stata invece la volta di un rogo di rifiuti, appiccato apposta per raggiungere e danneggiare i motori esterni del sistema di climatizzazione del bar.
L’utilizzo di un’arma da guerra segna quindi un salto di qualità nella sequenza di intimidazioni. Gli inquirenti considerano ora i tre episodi come possibili capitoli di un’unica regia estorsiva.
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