Fanno la spesa invece di lavorare e si fanno timbrare: guai per altri 9 operai Reset di Palermo

Nove operai della Reset indagati per truffa: si allontanavano dal lavoro e si facevano timbrare il cartellino
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Altri nove lavoratori della Reset finiscono nel registro degli indagati per assenteismo: secondo la procura di Palermo, avrebbero abbandonato il posto di lavoro durante l’orario di servizio per sbrigare faccende personali — fare la spesa, prelevare al bancomat, passare al bar, fare il pieno o svolgere lavoretti in proprio — facendosi timbrare il cartellino dai colleghi rimasti in sede, alla base operativa di viale Strasburgo.

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I fatti contestati risalgono al periodo tra settembre e novembre 2024. I danni economici per la municipalizzata sono contenuti — da 9 a 50 euro a testa — ma il reato ipotizzato è truffa ai danni dell’azienda comunale.

Gli indagati sono Baldassarre Basile, Salvatore Basile, Maurizio Giuliano, Giosuè Leto, Roberto Massaro, Antonio Mercante, Domenico Musacchia, Matteo Orlando e Giuseppe Santonocito. La procura ha chiesto misure cautelari e il gip Emanuela Carrabotta li ha convocati nei prossimi giorni per l’interrogatorio preventivo, durante il quale ciascuno potrà provare a chiarire la propria posizione.

Non è la prima volta che la Reset finisce al centro di indagini per assenteismo: il nuovo filone si aggiunge a procedimenti già aperti in precedenza sulla stessa società.

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