Timbravano il cartellino e sparivano: 20 tra dipendenti comunali e operai della Reset indagati

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La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto al giudice per le indagini preliminari misure cautelari nei confronti di 20 persone, tra messi notificatori del Comune e operai della Reset, la società partecipata che si occupa di manutenzione edile, verde pubblico, pulizia delle spiagge e servizi cimiteriali. Lo riporta Live Sicilia.

Le accuse sono di falso e truffa. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, gli indagati si sarebbero assentati dal lavoro senza giustificazione, in alcuni casi per poche ore, in altri per intere giornate. Il Gip Micaela Raimondo ha concluso il ciclo di interrogatori preventivi tra il 10 e il 13 aprile, e dovrà ora decidere se accogliere o meno le richieste dei pubblici ministeri.

Per i sette messi notificatori comunali la Procura chiede la sospensione dal servizio per un anno. Nei confronti degli operai della Reset, invece, è stato chiesto il divieto di dimora in città. I fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra febbraio e settembre 2024.

Le modalità sarebbero diverse a seconda della categoria. I messi comunali, che svolgono attività esterna per notificare atti amministrativi e tributari, avrebbero sfruttato quella libertà di movimento per occuparsi di questioni personali durante l’orario di lavoro. Gli operai della Reset, invece, si sarebbero organizzati tra loro per timbrare il cartellino anche per i colleghi assenti, coprendo reciprocamente le mancanze.

Il giudice dovrà valutare se esiste un concreto rischio di reiterazione dei reati tale da giustificare l’applicazione di una misura cautelare.

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