Un quotidiano tra i più letti del mondo anglofono punta i riflettori sull’Italia balneare che non si paga. The Guardian ha selezionato sei spiagge italiane libere, spettacolari e selvagge, distribuite in un itinerario che va dall’Adriatico al Tirreno fino al Mediterraneo: una sola è siciliana, ma basta a confermare che la regione sa competere con le destinazioni costiere più celebrate d’Europa.
Dopo il Telegraph che ha esaltato la Sicilia intera, un’altro prestigioso media internazionale mette in risalto le bellezze sicule. La premessa della selezione è chiara fin dall’inizio: in Italia il mare più emozionante non coincide necessariamente con quello a pagamento. Con oltre ottomila chilometri di coste e una fitta rete di stabilimenti balneari, il Paese custodisce ancora litorali intatti dove natura e paesaggio dettano le regole. È questa vocazione alla bellezza senza strutture che il quotidiano britannico ha scelto di raccontare, riunendo in un unico itinerario sei luoghi lontani tra loro per geografia, ma accomunati dall’essere fuori dal circuito commerciale di massa.
Pantelleria nella classifica del Guardian: l’isola di lava della Sicilia
L’unica rappresentante siciliana è Pantelleria, isola vulcanica nel Canale di Sicilia, geograficamente più prossima alla Tunisia che alla terraferma italiana. Al posto della sabbia ci sono terrazze basaltiche e roccia lavica, e l’accesso al mare si trasforma in un rituale tra scogliere nere levigate dal vento. Un paesaggio ruvido e magnetico, che si impone già prima di toccare l’acqua.
Il Guardian segnala in particolare Balata dei Turchi, baia isolata nell’estremo sud dell’isola, con acque cristalline e fondali ricchi di biodiversità marina. A Nikà, invece, sorgenti termali sottomarine bollenti si mescolano con il mare freddo, creando un effetto spa naturale senza eguali lungo le coste italiane. Un fenomeno che non si replica altrove e che attira chi cerca esperienze oltre la semplice balneazione.
Completano il quadro il Laghetto delle Ondine, incastonato tra le scogliere e capace di offrire un riparo naturale dalle onde, e lo Specchio di Venere, lago vulcanico interno celebre per i fanghi ricchi di minerali. Dammusi, muretti a secco e un vento che soffia costante in ogni stagione completano un’isola che il quotidiano britannico descrive come magnetica e irriducibile a qualsiasi schema turistico convenzionale.
Sei spiagge libere d’Italia: il viaggio del Guardian dal Gargano alla Maremma
Ad aprire l’itinerario è il Promontorio del Gargano, in Puglia, con le sue scogliere bianche, gli uliveti che scendono fino all’acqua e i trabocchi riconvertiti in ristoranti di pesce. Il Guardian individua due mete specifiche: la spiaggia di Vignanotica, mezzaluna di ciottoli chiari ai piedi di una falesia tra Mattinata e Vieste, e Portogreco, piccola cala priva di servizi ma con fondali profondi adatti allo snorkeling. Due scenari che restituiscono una Puglia lontana dalle distese sabbiose più frequentate.
La Riviera del Conero nelle Marche introduce un paesaggio diverso: il promontorio calcareo sfiora i seicento metri di altitudine e precipita in acque tra il verde smeraldo e il blu profondo. La Baia di Portonovo alterna brevi aree di spiaggia libera con ciottoli chiari, incorniciata dai pini, mentre tra Sirolo e Numana le lastre rocciose richiamano chi preferisce sdraiarsi sugli scogli. A pochi passi dall’acqua sorge la chiesetta romanica di Santa Maria di Portonovo, dettaglio architettonico che pochi litorali italiani possono vantare.
Ponza, nell’arcipelago laziale, porta in scena falesie di tufo bianco e giallo che cadono verticalmente in un mare dalla trasparenza quasi irreale. Le calette si raggiungono via mare o percorrendo sentieri ripidi ma panoramici: un accesso che filtra naturalmente il turismo di massa e preserva l’atmosfera autentica dell’isola. L’acqua assume tonalità caraibiche grazie al fondale chiaro, e le nuotate lungo le pareti rocciose diventano esse stesse una forma di esplorazione.
Elba e Maremma: i due volti della Toscana costiera premiati dal Guardian
All’Isola d’Elba, nel comune di Rio, la baia di Nisporto è una conca raccolta a ferro di cavallo raggiungibile attraverso una strada panoramica che serpeggia tra colline verdi. Il mix di sabbia e ciottoli, il fondale che degrada dolcemente e l’acqua trasparente attirano chi vuole esplorare la costa frastagliata in canoa o pedalò, scoprendo piccole rientranze e angoli poco conosciuti anche in alta stagione.
Marina di Alberese, nel Parco Regionale della Maremma, chiude la selezione con chilometri di sabbia dorata senza strutture permanenti. Pinete monumentali, zone umide frequentate da aironi e tronchi sbiancati portati a riva dalle correnti definiscono un paesaggio che il quotidiano britannico cita come esempio virtuoso di litorale protetto. L’orizzonte è ampio, il silenzio diffuso, e le passeggiate lungo le dune restituiscono la misura di spazi che altrove sono stati da tempo sottratti alla natura.
Cosa rivela la classifica del Guardian sul turismo balneare in Italia
La selezione del Guardian non è soltanto una guida estiva: è una presa di posizione sul modello di fruizione del mare. In un Paese dove il sistema delle concessioni balneari è da anni al centro di un acceso dibattito politico e giuridico, una classifica internazionale che celebra il litorale libero acquista un peso simbolico ben preciso. Le sei spiagge scelte attraversano cinque regioni diverse e dimostrano che la varietà costiera italiana non trova paragoni nel resto d’Europa.
Pantelleria, con la sua lava millenaria e le sue terme sottomarine, è la conferma che la Sicilia offre un’esperienza balneare radicalmente diversa da qualsiasi altra destinazione del Mediterraneo — ed è proprio quella radicalità a conquistare anche i lettori del Guardian.

