Il Telegraph la insulta e poi la incorona: la Sicilia è la più bella del Mediterraneo

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Due giorni, due titoli agli antipodi: prima «covo della mafia», poi «l’isola più bella del Mediterraneo secondo chi ci vive». Il Telegraph ha chiuso il cerchio sulla Sicilia con uno studio che ha analizzato 50 isole del Mediterraneo sulla base di oltre 30 parametri, incoronando l’isola italiana come destinazione d’eccellenza per qualità della vita, cultura e territorio.

Il quotidiano britannico definisce la Sicilia un «crocevia di gastronomia, architettura e cultura, plasmato da uno stile di vita che continua a seguire un ritmo lento e autentico». Un ritratto che capovolge l’immagine evocata appena quarantott’ore prima, quella che aveva scatenato le proteste del presidente della Regione Renato Schifani.

Il Telegraph sulla Sicilia: «Un museo a cielo aperto»

Nello speciale del Telegraph trovano spazio le bellezze naturali dell’isola — vulcani in testa — i siti riconosciuti patrimonio Unesco, i ristoranti con stelle Michelin e gli hotel di lusso. L’isola, scrive il giornale, attrae tanto i cultori della tradizione quanto i turisti più esigenti, con nomi celebri come Dua Lipa e Callum Turner tra i suoi estimatori.

A dare voce al pezzo sono anche le testimonianze di chi in Sicilia è tornato dopo aver vissuto altrove: «La Sicilia è un museo a cielo aperto. L’unico luogo che la supera è Roma»; «la luce, i paesaggi, il mare» che rendono «difficile paragonare la Sicilia a qualsiasi altro luogo del mondo». Lo slow living, sottolinea il Telegraph, altrove è una moda inseguita: qui è sempre stato semplicemente un modo di vivere.

Schifani: «Un riconoscimento riparatorio»

Il governatore siciliano non nasconde la soddisfazione. «Sono soddisfatto di questo autorevole riconoscimento del Telegraph», ha dichiarato Schifani, aggiungendo che il servizio «valorizza non soltanto il nostro straordinario patrimonio paesaggistico, culturale e monumentale, ma soprattutto l’autenticità, l’ospitalità e il senso di comunità che contraddistinguono i siciliani».

Sul primo articolo — quello che aveva sollevato le polemiche — il presidente è netto: «Ho letto il servizio e lo considero riparatorio. Sono intervenuto chiedendo le scuse e le ho ottenute, ora parlano di Sicilia straordinaria».

Da una polemica diplomatica a un’inaspettata vetrina internazionale: in quarantotto ore il Telegraph ha trasformato un caso mediatico in un endorsement che molte destinazioni mediterranee potrebbero soltanto invidiare.

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