Blitz antiracket a Palermo: 8 fermati, la banda dello Zen nel mirino

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La Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha fermato otto persone nell’ambito di un blitz coordinato da polizia e carabinieri per colpire il gruppo criminale responsabile di una lunga scia di attentati, estorsioni e intimidazioni che dal novembre 2025 semina paura nella parte occidentale della città. I fermati graviterebbero attorno allo Zen 2 e sarebbero ritenuti tra i protagonisti dell’escalation che ha colpito commercianti e attività produttive da Sferracavallo a Carini.

L’operazione è stata coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti Giovanni Antoci, Andrea Fusco, Felice De Benedittis e Alessandro Macaluso. Il blitz è scattato a poche ore dal nuovo incendio al deposito di Sicily by Car in via San Lorenzo, ma secondo gli inquirenti si tratta di una coincidenza: le fiamme non sarebbero una risposta all’operazione, bensì l’ennesima tappa di un piano criminale già in atto.

Gli episodi contestati: kalashnikov, pizzo e auto in fiamme

Tutto era iniziato nel novembre scorso con le prime bottiglie di benzina lasciate davanti alle attività commerciali di Sferracavallo, accompagnate da richieste di pizzo. Nei mesi successivi la violenza si era intensificata: raffiche di kalashnikov, agguati armati, incendi a ristoranti, pizzerie, bar, tabaccai e lidi balneari da San Lorenzo fino a Carini.

La Squadra mobile ha eseguito quattro fermi per tentata estorsione e tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, due degli indagati avevano esploso raffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. Il pomeriggio successivo, i familiari della vittima avevano organizzato un agguato in via Montalbo per colpire uno degli aggressori: altri due fermati avrebbero fatto da autisti a bordo di scooter.

I carabinieri del Comando provinciale hanno invece fermato due giovani accusati di aver lasciato, il 13 maggio, bottiglie incendiarie davanti a otto attività commerciali di Isola delle Femmine, con una richiesta di cinquemila euro. Il commissariato San Lorenzo ha infine individuato i responsabili del furto di una Fiat Panda, sottratta il 12 marzo in un centro commerciale e poi usata, nella notte del 28 marzo, per un attentato incendiario all’autolavaggio di un distributore in via Lanza di Scalea.

Sicily by Car e i nodi ancora da sciogliere

Restano aperti diversi fronti investigativi, a partire dagli attentati a Sicily by Car: gli inquirenti non escludono che la stessa mano sia all’opera, ma il collegamento non è ancora accertato. Sullo sfondo, secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbero gli affari legati alla droga e il mancato pagamento di una partita di stupefacenti.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, commentando l’operazione a margine di un evento a Palazzo Palagonia, ha dichiarato: «Già dalla giornata di ieri avevamo sentore che qualcosa si stesse muovendo. Anche questo fa parte di quel rapporto che, da quattro anni, stiamo cercando di creare con le attività produttive. Ognuno di noi cerca di fare il massimo possibile. Il controllo del territorio e la sicurezza sono fondamentali anche per garantire una buona immagine della città a livello turistico».

Gli otto fermi rappresentano una prima risposta a mesi di terrore, ma chi muova i fili di questi giovani del racket è ancora tutto da scoprire.


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