Massimo Gioè, Riccardo Civiletti, Danilo D’Ignoti, Dionisio Mineo, Rosario Piazza, Davide Carcione, Salvatore Modica e Samuel D’Acquisto. Sono loro gli otto fermati dalla polizia e dai carabinieri nell’ambito dell’operazione con cui la Dda di Palermo ha deciso di mettere un freno all’escalation criminale che da mesi insanguina il capoluogo e il mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.
I provvedimenti — disposti su delega della Procura guidata da Maurizio de Lucia — arrivano all’indomani dell’ultimo episodio violento, che nella notte scorsa ha colpito ancora una volta il deposito di Sicily by Car. Tra i reati contestati figurano la tentata estorsione e il tentato omicidio, entrambi aggravati dal metodo mafioso.
**Raffiche di kalashnikov e agguati: la spirale di violenza tra aprile e maggio**
La parte più grave dell’inchiesta ricostruisce una sequenza di ritorsioni che si è consumata in poche ore. Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, due degli indagati — col volto coperto — hanno esploso raffiche di kalashnikov contro un’abitazione in via Don Minzoni. La risposta non si è fatta attendere: già nel pomeriggio del 30 aprile, i familiari della vittima hanno organizzato un agguato per eliminare uno degli aggressori. Gli altri due fermati avrebbero fatto da autisti ai killer, a bordo di due scooter. La Squadra Mobile della questura ha eseguito quattro dei complessivi otto fermi, contestando a questi quattro indagati i reati di tentato omicidio e tentata estorsione.
Il commissariato San Lorenzo ha invece fermato due giovani per il furto di un’auto avvenuto il 12 marzo 2026 nel parcheggio di un centro commerciale. Quella vettura sarebbe stata usata, nella notte del 28 marzo, da complici ancora non identificati per dare fuoco a un autolavaggio adiacente a un distributore di carburanti in via Lanza di Scalea.
Infine, i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito il fermo di altri due ragazzi, accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di diversi locali di Isola delle Femmine. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbero lasciato davanti alle saracinesche di otto attività commerciali delle bottiglie contenenti liquido infiammabile, accompagnate da un foglio con la richiesta di 5.000 euro di pizzo.
Gli otto fermi rappresentano la risposta investigativa immediata a una stagione di violenza che, stando agli inquirenti, è in corso dal novembre 2025. Le indagini proseguono per identificare i complici ancora ignoti e ricostruire la rete di interessi criminali alla base degli episodi.

