Kalashnikov e pistole in città: quattro arrestati per le sparatorie mafiose I NOMI

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Il Gip di Palermo ha convalidato i fermi e disposto la custodia cautelare in carcere per quattro uomini coinvolti nell’escalation di violenze che ha insanguinato la città nelle ultime settimane. I provvedimenti riguardano i componenti di due distinti commando responsabili di una sparatoria con kalashnikov e di un tentato omicidio compiuto il giorno successivo come ritorsione.

Nel primo episodio, il 29 aprile, Danilo D’Ignoti (38 anni) e Dionisio Mineo (35 anni) hanno aperto il fuoco con un kalashnikov contro un’abitazione di via Don Minzoni. Il giorno dopo, in via Montalbo, Massimo Gioè (41 anni) e Riccardo Civiletti (25 anni) hanno tentato di uccidere a colpi di pistola lo stesso D’Ignoti, in quello che gli inquirenti ricostruiscono come un agguato per vendicare la prima sparatoria. Tutti e quattro sono accusati, a vario titolo, di tentata estorsione e tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso.

Indagine della DDA di Palermo sull’escalation criminale

I fermi sono stati disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, avviata per fare luce sulla serie di atti criminali che ha colpito il capoluogo siciliano negli ultimi mesi. Nell’ambito della stessa operazione erano stati fermati altri quattro giovani per tentata estorsione: il giudice aveva già convalidato i loro arresti nella giornata di ieri, disponendo anche per loro il carcere.

Intimidazioni a Sicily by Car: scorta per Dragotto, vertice in Prefettura

Il contesto in cui maturano gli arresti è quello di una città sotto pressione. L’ultimo atto di una lunga catena di attentati — avviata a novembre — è andato in scena giovedì notte, quando ignoti hanno danneggiato una decina di veicoli parcheggiati nel deposito di Sicily by Car. Si tratta della terza intimidazione ai danni dell’imprenditore Tommaso Dragotto, titolare della società di autonoleggio, al quale è stata assegnata la scorta.

Domani in Prefettura si terrà un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, con la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: un segnale del livello di allerta istituzionale su una stagione criminale che non accenna a placarsi.

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