Si è svolta nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, a Palermo, la cerimonia funebre di Sofia Barillà, la studentessa palermitana di vent’anni morta improvvisamente in Portogallo, dove si trovava per un programma Erasmus. Ad accompagnarla nell’ultimo saluto centinaia di persone: compagni del liceo Garibaldi, colleghi universitari, amici e familiari giunti anche da Castelvetrano.
I genitori, Silvana Venezia e Francesco Barillà, e il fratello Federico hanno ricevuto un abbraccio continuo dalla comunità. In prima fila anche la nonna novantenne Maria, che ha sussurrato: «L’abbiamo perduta». La salma è rientrata in Italia grazie all’intervento della Regione Siciliana, attivato dopo una telefonata del presidente Renato Schifani alla famiglia, ancora a Caldas da Rainha.
Funerali Sofia Barillà Palermo: il ricordo dei compagni e delle istituzioni
A prendere la parola durante la funzione, celebrata da padre Giuseppe Di Giovanni, i compagni di classe della quinta B del Garibaldi e i cugini. «Portava con sé luce in tutte le circostanze», hanno detto di lei Irene Meli e Giulia Girgenti. Il sacerdote ha rivolto un appello ai ragazzi presenti tra le navate: «Riscriviamo la città insieme con le vostre energie».
Anche il sindaco Roberto Lagalla era presente. La rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, l’ateneo che Sofia aveva scelto per proseguire gli studi, l’ha ricordata con un messaggio: «Sorriso e determinazione sono nella traccia che è riuscita a lasciare qui da noi».
Sofia Barillà: chi era la studentessa palermitana morta in Erasmus
Appassionata di moda, lettrice, pittrice, aveva anche lavorato come modella. La musica era una costante nella sua vita. Curiosa e determinata, aveva scelto il Politecnico di Milano in una città che offriva spazi più ampi per l’eccellenza. La sua morte, riconducibile a un’ischemia cardiaca, si inserisce nel quadro delle morti improvvise che colpiscono sempre più spesso i giovani senza preavviso.
La bara ha lasciato la chiesa tra gli applausi, al suono di Fine Line di Harry Styles, una delle canzoni che Sofia amava di più. «Saremo una linea sottile», recita il testo. Una scelta che ha detto tutto senza aggiungere altro.

