Intimidazione a Monreale, proiettili sotto i lucchetti di un locale in via Venero

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I bossoli in via Venero contro l’imprenditore Giuseppe Quartararo aprono uno scenario inquietante a Monreale: dietro l’attacco all’impresa BRQ potrebbe esserci l’ombra di vecchi boss tornati in libertà e pronti a dettare legge?

La scoperta delle munizioni sotto i catenacci di un locale in via Venero, a Monreale, sarebbe solo la punta dell’iceberg di una pesante campagna di pressioni. In quegli stessi locali commerciali, il costruttore si prepara ad avviare una nuova attività di ristorazione nei prossimi mesi.

La strategia della tensione sarebbe iniziata già da tempo. Per mesi Quartararo avrebbe subito continue ritorsioni: prima le pressanti richieste di fornitura di materiali, poi una serie di furti mirati all’interno di alcuni suoi magazzini.

Di fronte all’escalation l’imprenditore non ha piegato la testa, denunciando l’episodio ai carabinieri della Compagnia di Monreale. Ma a preoccupare gli investigatori sono soprattutto le modalità di un’azione così sfacciata e violenta.

Da anni la mafia monrealese predilige la strategia della sommersione, evitando gesti eclatanti per proteggere i propri affari invisibili lontano dai riflettori. Questo ritorno ai metodi espliciti del passato rappresenta una netta anomalia nei recenti equilibri criminali del territorio.

Gli inquirenti stanno scavando proprio su questo cortocircuito: potrebbe non trattarsi di semplici cani sciolti, ma di vecchi esponenti di Cosa nostra tornati in auge nell’ultimo periodo e decisi a riprendersi il controllo del pizzo. I prossimi passi delle indagini chiariranno se Monreale stia affrontando una pericolosa restaurazione dei vertici mafiosi.

Intanto il sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono si dice fiducioso nell’operato delle forze dell’ordine che, con un lavoro certosino, assicureranno presto alla giustizia i responsabili di un atto definito “indegno”, auspicando che si tratti soltanto di un episodio isolato nel territorio. “Esprimo piena vicinanza a Giuseppe Quartararo, con il quale sono rimasto in contatto. Condanno con grande fermezza quanto accaduto”.
​”Sono convinto — continua il primo cittadino — che la vicenda sia già al vaglio dell’Arma dei Carabinieri, impegnata in un’indagine meticolosa e di grande sacrificio che nel giro di pochissimo tempo porterà a riscontri concreti. Episodi simili non si sono mai verificati nella nostra comunità. L’impegno degli investigatori darà presto i suoi frutti”.

Gaetano Ferraro è il Direttore Editoriale di Direttasicilia.it. Laureato magistrale in Geologia, dal 2012 si occupa di informazione locale con un approccio rigoroso ai temi di politica siciliana, cronaca, economia, ambiente e cultura. Il suo background scientifico gli conferisce una competenza distintiva nella trattazione delle questioni ambientali e territoriali dell'isola.