Blitz antimafia a Palermo, 32 fermati tra Brancaccio e Sperone: c’è anche il boss Nino Sacco

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Nino Sacco è tornato libero a maggio del 2024. Dieci mesi dopo, è di nuovo in manette. Il boss del mandamento mafioso di Brancaccio è tra i 32 fermati nella notte a Palermo nell’ambito di una vasta operazione antimafia che ha colpito i quartieri Brancaccio, Roccella-Guarnaschelli e Corso dei Mille. Con lui, altri 31 indagati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata, traffico di droga, detenzione di armi e trasferimento fraudolento di valori.

L’operazione è stata coordinata dalla DDA di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia con l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti Giacomo Brandini, Francesca Dessì e Francesca Mazzocco. In campo oltre 450 uomini: carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale, Squadra mobile della Questura con la SISCO, unità cinofile, elicotteri del IV Reparto volo e reparti di rinforzo da Sicilia e Calabria. Nel corso della notte, vigili del fuoco compresi — chiamati ad aprire magazzini e box chiusi. Le perquisizioni hanno toccato anche un’impresa funebre della zona.

Le indagini, avviate nel 2023 e chiuse nel 2026, hanno ricostruito da zero la struttura del mandamento. Sacco, appena uscito dal carcere, aveva ripreso rapidamente le redini dell’organizzazione. Gli investigatori lo stavano guardando.

Quello che è emerso racconta una mafia cambiata. Non rinnega la violenza — durante le indagini sono stati sequestrati 5 pistole, un fucile a pompa, una carabina e due mazze chiodate — ma ci affianca qualcosa di più redditizio e meno rischioso. Cosa Nostra ha imparato a fare affari. Aste giudiziarie pilotate, immobili acquisiti facendole andare deserte, aziende usate come schermo. Esercenti taglieggiati sistematicamente, alcuni dei quali hanno trovato il coraggio di collaborare con gli inquirenti, permettendo di ricostruire il sistema del pizzo nel dettaglio.

Oggi scattano anche i sequestri preventivi: aziende, immobili e conti correnti finiscono sotto sigillo per ipotesi di autoriciclaggio. Il bilancio complessivo dell’attività investigativa conta già 6 arresti in flagranza, 2 misure cautelari eseguite in precedenza, 3 chili di hashish e 13mila euro in contanti sequestrati.