Femminicidio a Messina, il fratello: «Daniela aveva denunciato, era un omicidio annunciato»

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«Un altro femminicidio annunciato». Sono parole spezzate dal dolore quelle di Roberto Zinnanti, fratello di Daniela, la donna di 50 anni uccisa dall’ex compagno nella sua abitazione di via Lombardia, nel quartiere Lombardo di Messina. Una morte che la famiglia aveva temuto, denunciato, cercato di impedire in ogni modo. Daniela aveva fatto tutto quello che si dovrebbe fare. Aveva denunciato, aveva rotto i rapporti con lui, aveva ascoltato i fratelli — erano sei — che da tempo la imploravano di andarsene. L’ultima denuncia era arrivata dopo il ricovero in ospedale con sette costole rotte. Quella volta non aveva ritirato la querela. Ma non è bastato.

«Era una donna stupenda che voleva bene a tutti noi», ha raccontato Roberto all’Ansa. «Badava a nostra madre quando poteva. Aveva convissuto con quell’uomo, poi lo aveva mandato via perché non andavano d’accordo». Una storia di violenza lunga, logorante, con un primo tentativo di cambiarlo — e anche una denuncia ritirata — prima della scelta definitiva di chiudere. «L’uomo, colto dalla disperazione, ieri l’ha brutalmente uccisa».

Messina sotto choc: fiori e lacrime sotto casa di Daniela

La notizia ha travolto la città come un’onda. Davanti all’appartamento di via Lombardia si è raccolta una folla silenziosa di amici, vicini e conoscenti, con i primi fiori depositati sul marciapiede. Dolore, rabbia, incredulità: le stesse emozioni che attraversano Messina ogni volta che una storia simile finisce in tragedia.

Daniela Zinnanti lascia una figlia. E una famiglia che ora chiede giustizia per una morte che, dicono, si poteva evitare.

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